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Poteri di Greyhawk - OLIDAMMARA

 di Jakob (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

Olidammara

(Il Vagabondo Ridente, il Principe dei Bardi, Ladro Sopraffino, Occhi Verdi, il Re degli Scherzi)

Divinità minore Caotica Neutrale

 

Sfera di influenza: Musica, Feste, Vagabondi, Canti, Bardi, Ladri, Scherzi, Vino.

Pantheon: Oeridiano, ma accettato e riverito in tutte le Flanaess

Alias: Nessuno

Residenza: Saloni di Olidammara, Ysgard

Superiore: Nessuno

Alleati: Lydia, Lirr, Mhyriss

Nemici: Zagyg

Simbolo sacro: Una maschera ridente

Allineamento dei fedeli: CB, CN

Arma preferita: stocco.

Domini: Caos, Fortuna, Furto*, Inganno, Musica*, Umorismo*

* Questi domini verranno descritti in un futuro articolo

 

Olidammara è la divinità che presiede alle feste e alla gioia, un dio che adora i piaceri che danno un bicchiere di vino ed uno scherzo inoffensivo ben riuscito. Olidammara è colui che porta il riso anche nei momenti più bui, ed è per questo molto apprezzato dai popolani. Il dio ha alcuni fedelissimi e potenti servitori, ma è più vasto il numero di coloro che lo riveriscono casualmente, dato che per Olidammara perfino un brindisi in suo onore conta come una preghiera. In tutte le Flanaess sono diffusi piccoli templi, spesso situati all’interno delle osterie o locande, ma Olidammara ha la sua dimora dovunque qualcuno stia festeggiando, bevendo, stia godendo la vita appieno.

            Olidammara tende a mostrarsi amichevole con quasi tutte le divinità di allineamento non malvagio, compresi i poteri più strettamente legali come San Cuthbert e Pholtus (che spesso riescono a malapena a tollerare i continui scherzi del Vagabondo Ridente). Ha una rivalità amichevole con Norebo, divinità del pantheon Suel, con il quale condivide l’area di influenza sulla fortuna. L’unico nemico che Olidammara abbia fra gli dei è Zagyg, l’Arcimago Pazzo. L’antipatia fra i due (nonostante la somiglianza fra le rispettive aree di influenza) risale al quinto secolo AC, quando Zagyg intrappolò Olidammara sotto Castel Greyhawk. Il Principe dei Bardi si è già preso una piccola vendetta quando venne liberato da un gruppo di avventurieri, ed ora vede la sua disputa con il servitore di Boccob come un divertente passatempo.

 
Dogma
 

                Rispetta la musica e chi la produce, perché la musica è arte e il musicista è un artista.

            La vita dovrebbe essere divertente: per questo è sempre bene avere uno scherzo pronto da lanciare su di un bersaglio adatto. Quando poi ne subirete uno, ridete! Bisogna sempre saper apprezzare uno scherzo innocuo, specie se ben riuscito.

            Il vino è uno dei piaceri della vita, ed esiste solo una cosa più bella del mescerlo: berlo.

            Evita tristezza, depressione, solennità e superbia: sono veleni per l’anima.

 

L’Avatar di Olidammara

 

L’aspetto di Olidammara è sconosciuto, dato che il vero volto del dio cambia in continuazione: la sua manifestazione più famosa è quella di un giovane uomo oeridiano dai tratti spigolosi, un pizzetto ben curato, capelli scarmigliati, sorriso sempre presente sul viso e brillanti occhi verdi.

Solitamente l’avatar di Olidammara si presenta come un giovane vagabondo, ma può accadere che prenda la forma di un mendicante, uno straccivendolo o un menestrello di eccezionale talento. Qualsiasi sia il suo aspetto, però, mantiene sempre una caratteristica: le iridi delle sue manifestazioni brillano di verde smeraldo.

In ogni sua incarnazione, il Vagabondo Ridente è un esperto nell’uso di magie basate sul suono e sull’illusione, mentre disprezza le magie necromantiche, considerandole noiose e poco interessanti.

Olidammara possiede molti oggetti che ama e conserva quando si manifesta. Innanzitutto la sua armatura di cuoio di color verde, Grassa Risata, un’armatura di cuoio della scivolosità superiore del movimento silenzioso superiore dell’ombra superiore +5 che Olidammara conserva dal tempo della sua ascensione ai ranghi divini. Il nome dell’armatura è stato scelto dal Re degli Scherzi in persona, dato che più di un dio (e spesso più di una dea) ha visto le proprie stanze private violate dal Principe dei Bardi.

Fra le mani stringe sempre il Kanteel dei Tempi Andati, un liuto magico in grado di riprodurre il suono di qualsiasi strumento musicale e di produrre su chi ascolta un effetto simile a quello dell’incantesimo affascinare (Volontà CD 25 nega).

Infine, Olidammara non si mostra mai senza il Velo Imitatore, una maschera che indossa sul viso in ogni momento e che gli permette di assumere le sembianze di chiunque il dio abbia incontrato almeno una volta, come se sottoposto all’incantesimo alterare se stessi.

Quando ancora mortale, Zagyg, l’Arcimago Pazzo sorprese Olidammara, allora semidio, nella camera del tesoro di Castel Greyhawk: per questo affronto lo trasformò in una tartaruga, e in questo stato il Vagabondo Ridente fu imprigionato nel sotterranei della fortezza. Dopo la sua fuga, favorita da un gruppo di avventurieri, Olidammara conservò il potere di creare un guscio protettivo: un potere simile all’incantesimo scudo che il dio può evocare a volontà, ma che crea di fronte a lui un guscio corneo simile al carapace di una tartaruga, in grado di fornire copertura alle rocambolesche fughe del dio.

 
Altre manifestazioni

Come per tutti gli dei, anche per Olidammara è estremamente inusuale il mostrarsi come avatar. Più spesso il Principe dei Bardi si manifesta ai propri fedeli come una musica di liuto o flauto che si diffonde nell’aria ed udibile soltanto da colui che il dio ritiene degno di sentirla. In altri momenti parla ai suoi fedeli con una voce allegra e appena sussurrata.

Il Vagabondo ridente ha modi diversi di manifestare ai propri fedeli la sua volontà. Per mostrare il proprio favore verso l’operato di un suo sacerdote o un suo adoratore usa manifestarsi come un irrefrenabile bisogno di ridere, solitamente poco prima di una esecuzione musicale o drammatica, oppure la straordinaria capacità di bere quantitativi incredibili di alcol senza batter ciglio.

Ai suoi fedeli che davvero dimostrino dedizione ai precetti e capacità fuori dalla norma, che compiano in suo nome imprese incredibili o che siano in grado di creare scherzi elaborati e divertenti, il dio fa un dono permanente: gli Occhi Allegri. Le iridi del fedele divengono immediatamente verde smeraldo e ottengono la capacità di suscitare gioia spontanea in tutti coloro che fissano il beneficiato negli occhi. In termini di gioco, gli Occhi Verdi consentono come capacità soprannaturale di effettuare un attacco con lo sguardo passivo che genera in chi viene guardato un effetto simile all’incantesimo emozione (speranza) ed emozione (amicizia). Inoltre, se l’incantatore lo desidera, può decidere una volta al giorno di attivare un effetto simile all’incantesimo risata incontenibile di Tasha su di una creatura fissata, in aggiunta all’effetto di emozione.  Il livello dell’incantatore è pari al livello totale del personaggio (CD 10+ ½ dei DV dell’incantatore + mod. Car). Entrambi sono di effetti di influenza mentale e l’effetto di emozione è sempre attivo, ma sopprimibile e riattivabile da parte dell’incantatore come azione gratuita.

            Il disappunto viene invece mostrato tramite strumenti che non funzionano e si rompono improvvisamente o producono suoni distorti e ancora, strani mal di testa poco prima di una performance. La sua rabbia, invece si manifesta spesso con violente crisi di rigetto da parte del fedele verso le bevande alcoliche.

 
Alleati e servitori     

            Olidammara è in rapporti cordiali con la maggior parte dei Poteri non malvagi. È rivale di Norebo, dio della fortuna del pantheon Suel, con cui compete per il numero di adoratori, e ha avuto diverse piccole liason con molte dee, tra cui Mhyriss, la dea dell’Amore, e Wenta, dea dell’autunno. Il rispetto per il presunto rapporto d’amore fra Lirr ed Heironeus (ma soprattutto le grandi capacità marziali del dio del valore) lo hanno tenuto lontano da tentazioni romantiche nei confronti della dea. Il Principe dei Bardi è in rapporti tesi con quasi tutti i Poteri legali di ogni pantheon. In particolare, Pholtus tollera a malapena gli scherzi del dio e dei suoi seguaci, dato che sono loro ad esserne più spesso bersagli. Per nulla amico di Olidammara è Hextor, dio della tirannia, che aborrisce la libertà rappresentata dal Re degli Scherzi. Allo stesso modo Alia l’Austera, dea della preservazione bigotta delle tradizioni oeridiane non approva i rapporti promiscui che Olidammara intrattiene con dei di altri pantheon.

Nonostante sia poco risaputo, Olidammara ha una sorella di cui non ama parlare, tanto che il rapporto fra loro è ignorato dalla maggior parte delle persone: Scharossar, dea del dolore e del masochismo, dedita ad infliggere sofferenza al prossimo. Olidammara ha addirittura disconosciuto la sorella minore a causa della visione del mondo cupa e violenta che possiede. L’unico tratto che li accomuna è l’edonismo: come Olidammara cerca il divertimento come piacere fine a se stesso, Scharossar trova il dolore il “divertimento” per antonomasia.

            Le creature anarchiche e celestiali sono le favorite da Olidammara, che ne ha molti esemplari nel suo regno nel Piano di Ysgard. Al suo servizio si trovano, fra i Piani, molti chaond (esseri che hanno sangue caotico nelle vene). Olidammara apprezza anche la presenza di creature pseudonaturali, dato che trova divertenti la confusione e l’incomprensione che questi esseri generano attorno ad esse. La guardia del corpo di Olidammara è piuttosto inusuale: uno slaad grigio di allineamento buono, che segue il Vagabondo Ridente sotto forma di prosperosa e piacente giovane mezzelfa.

            Sul Piano Materiale sono servitori di Olidammara molti spiriti silvani fra i più amanti del caos e degli scherzi: satiri, grig, pixie e baccanti. Riveriscono Olidammara anche alcuni draghi d’ottone, pseudodraghi e draghi fatati. Si sono anche sentite voci di un Drago di Greyhawk che si nasconde sotto le spoglie di un sacerdote di Olidammara all’interno di Radigast City.

 

La Chiesa

            Gli adoratori di Olidammara si possono trovare in tutte le Flanaess, principalmente nelle zone cittadine. Olidammara è un dio che viene venerato dai più diversi tipi di persona, qualunque sia il cammino che hanno scelto nella vita. Dovunque si trovino persone che desiderino far festa, vivere felici o semplicemente ridere ed ubriacarsi, lì si troveranno fedeli del Re degli Scherzi.

            Gli Olidammariani (questo il nome di chi fa parte del clero) sono persone allegre e gioiose. Vogliono godersi la vita ed invitare più persone possibile a fare come loro, siano esse sobrie, ubriache, desiderose o recalcitranti. La chiesa di Olidammara è generalmente, se non apprezzata, almeno tollerata, anche se nell’opinione di molti miliziani e sacerdoti di divinità legali, si potrebbe benissimo fare a meno di loro.

            I luoghi di venerazione di Olidammara sono nascosti, come adatto per qualunque cosa sia dedicata al Ladro Sopraffino, all’interno di taverne, birrerie e locande. Tali luoghi, una volta trovati, si mostrano allegri, spesso con le pareti dipinte in modo da mostrare scene bucoliche, di festa o anche erotiche. Le stanze dei templi sono sempre dipinte a colori vivaci e ben illuminate, tranne pochi punti lasciati strategicamente al buio in caso ci sia bisogno di difendersi. Le cerimonie dedicate ad Olidammara sono sempre piene di luce, musica e balli. Ovviamente il vino, in queste messe che sono più simili a grandi feste, la fa da padrone.

 

Il clero di Olidammara è estremamente disorganizzato: la fede somiglia più ad una fratellanza che una gerarchia. Le posizioni all’interno di quella che ad una prima occhiata somiglia ad una gerarchia sono assegnate in base alla popolarità ed al magnetismo personale dei singoli sacerdoti. Un fattore importante, sempre ed in ogni caso, è l’anzianità: i sacerdoti più vecchi sono i più rispettati, poiché con la loro conoscenza guidano i più giovani. Il rapporto fra maschi e femmine è equilibrato, e così quello di razza. La parte più consistente del clero è formato da umani e mezzelfi, seguiti da gnomi (che si trovano, per inclinazione, bendisposti a seguire il cammino segnato dal Re degli Scherzi) e halfling. Sono rari gli elfi (la cui lunga vita è già un inno alla gioia) e i nani (che tendono ad uno stile di vita più sobrio, nonostante l’amore per gli alcolici).

I chierici novizi sono conosciuti come Mezzepinte, ed in ordine di importanza i titoli sono: Spina, Bionda, Scura, Rossa ed infine Boccale. I sacerdoti a capo di un tempio sono definiti Voce, quale che sia il loro rango. Tali titoli possono essere utilizzati tutti assieme, creando appellativi inventati o assurdi. Ad esempio, un sacerdote potrebbe essere “Boccale Taldeitali della città Vattelapesca, dolce Voce del Burlone dagli Occhi Allegri, Sacro Vin di Grappolo e Gioia della Festa del Bisogno”. Subito dopo aver annunciato il proprio nome per esteso, però, la maggior parte dei sacerdoti scoppia a ridere per la pomposità che essi emanano.

 
Compiti

            Porta gioia a tutti. Nei tempi di pace le persone dovrebbero celebrare e dividere con gli altri la propria gioia, sia materialmente che spiritualmente. Nei tempi bui, invece, la gente deve essere resa felice, in modo che non si abbandoni nella disperazione.

Non bisogna affrontare la vita senza aver trovato, ogni giorno, un motivo per sorridere.

Far ridere gli altri a proprie spese è cosa buona. Fra ridere gli altri a spese di qualcuno che lo ha meritato è cosa sublime.

Non esiste nulla di sacro, se non ciò che ogni singola persona ritiene importante.

            La musica è la voce dell’anima, non soltanto un’arte come le altre: è un modo per mostrare a tutte le creature il proprio cuore.

 
Attività giornaliere

            I sacerdoti di Olidammara passano molto tempo pensando e suonando musiche che allietino gli spiriti di chi ascolta. Nelle zone urbane si trovano dovunque si alzi un boccale gioiosamente, ed è probabile siano stati loro a procurare il vino che viene consumato da una banda di gaudenti. Il clero divide equamente il proprio tempo creando guai, trovandosi nei guai e cercando di tirarsi fuori dai guai. I nemici più acerrimi di un Olidammarano sono ovviamente i culti legati ai Poteri più legali e le sedi della milizia cittadina.

 
Cerimonie e feste

            Esiste un solo giorno sacro per gli Olidammarani: l’Ultima Risata, l’anniversario della fuga di Olidammara dalla prigionia impostagli dall’Arcimago Pazzo. Tale giorno cambia ogni anno, e viene annunciato durante la Festa del Bisogno. Chi faccia tale annuncio non si sa. Soltanto si sa che per la fine della Festa del Bisogno tutti gli Olidammarani sanno perfettamente quando si terrà l’Ultima Risata. In occasione di questa ricorrenza tutti i sacerdoti di Olidammara devono riuscire a farsi mettere in cella entro la sera e poi a fuggirne entro il sorgere del sole. Non riuscire in quest’impresa è considerato un presagio di sventura. Chi non vi riesca non può partecipare alle funzioni sacre e far festa durante il loro svolgimento, e deve soltanto guardare gli altri che si divertono. Riuscire, invece, significa avere un motivo in più per far festa. In tali occasioni vengono stappate le bottiglie di vino di riserva speciale o quelle molto invecchiate. Come è facile immaginare, durante l’Ultima Risata avvengono fughe rocambolesche, degne di nota: alcune tanto incredibili da meritare la benedizione dello stesso Olidammara.

 
Centri di adorazione

            Sono poche le cappelle e i templi dedicati espressamente ad Olidammara, dato che la maggioranza dei santuari è nascosto all’interno delle taverne. Fra i templi rurali esistono due principali luoghi di adorazione. Il primo si trova a sud di Devarnish, vicino alle Colline Kron (Verbobonc) ed è chiamato Botte di Vino, un luogo nascosto dove si dice che il vino sia prodotto in continuazione da un artefatto, e che siano gli Olidammarani prescelti che laggiù devono bere in continuazione, “sacrificandosi” perché le Flanaess intere non siano sommerse di vino.

A sudest di Badwall si trovava un luogo chiamato Casa del Kanteel. Poco si sa di ciò che si trovava all’interno di quel luogo, poiché fu devastato quando nel 583 AC Turrosh Mak guidò laggiù le sue armate di umanoidi selvaggi.

            Fra i templi cittadini il più importante è sicuramente la Maschera, un tempio situato a Brotton (Contea di Urnst). Il tempio è davvero enorme, con un simbolo di Olidammara dipinto sulla facciata esposta alla strada. La caratteristica del tempio è che si tratta di un falso tempio: le porte e le finestre sono murate, e chiunque viva lì attorno confermerà che quello non è né è mai stato un tempio di Olidammara. Il luogo dove davvero si trova il santuario è sconosciuto a chiunque tranne che a pochi Olidammarani. Oppure… La Maschera non è solo una facciata, e le voci degli abitanti della via servono a deviare i curiosi?

 
Ordini affiliati

            Non esistono organizzazioni affiliate al clero di Olidammara. Molti collegi bardici, però, sono composti da fedeli di Olidammara, e così le organizzazioni come i Coltelli Ghignanti hanno alleati nella gerarchia della chiesa.

 
Vesti

            I vestiti dei sacerdoti e dei fedeli sono marroni, nere e verdi, indossati in qualsiasi combinazione. Preferiscono vesti larghe, utili a nascondere armi ed altri oggetti, o, al contrario, più attillate possibili, in modo non interferiscano con i movimenti.

            I sacerdoti di Olidammara indossano raramente armature, e quasi mai più pesanti di un giaco di maglia.

            Non esiste un modo per riconoscere il grado nella gerarchia dalle vesti indossate dal sacerdote, poiché ognuno di essi è libero di indossare i tre colori preferiti del dio in qualsiasi abbinamento.

            I
Classi

            Come è facile immaginare, le classi che più si sentono attirate dal culto di Olidammara sono ladri e bardi, ma il credo del Re degli Scherzi può attirare chiunque sia portato per le feste, il vino, il canto.

            I barbari e i tipici guerrieri, solitamente, tendono a riverire Olidammara soltanto quando alzano il boccale, dato che per il resto il culto del dio non si sposa con una visione “marziale” della vita.

            Paladini e monaci sono lontani dalla visione del mondo che Olidammara professa: in compenso, molti Maestri dello Stile dell’Ubriaco diventano suoi fedeli.

            I druidi trovano incomprensibile l’amore che il culto dimostra per la vita urbana.

            I ranger, dediti a combattere un nemico, trovano che il dio manchi della capacità di focalizzazione che li contraddistingue.

            Maghi e stregoni possono diventare fedeli di Olidammara, a seconda del motivo per cui scoprono i loro poteri o studiano le loro magie: se il loro desiderio è devastare il territorio con una palla di fuoco troveranno certo di meglio altrove. Se invece capiscono l’importanza di utilizzare telecinesi al momento giusto, o di quanti diversi usi abbia prestidigitazione, saranno allora i benvenuti nel clero.

 
Classi di Prestigio
Dalla Guida del Dungeon Master.

Mistificatore arcano: i mistificatori arcani legati ad Olidammara sono di solito stregoni e bardi. Utilizzano le proprie capacità come ladri o come spie.

Ombra danzante: le ombre danzanti sono a volte legati alla chiesa di Olidammara e, per la loro natura di vagabondi, rappresentano le principali fonti di informazioni.

 
Dal Complete divine handbook:

Evangelista: gli evangelisti di Olidammara sono spesso bardi, e portano il verbo di Olidammara (“godi la vita”) presso i popoli oppressi dalla tirannia, fomentando la rivolta.

Pio Templare: i templari di Olidammara sono pochi, e a differenza di molti altri non mostrano in pubblico la loro affiliazione. A volte si camuffano da ubriaconi o mendicanti per sedersi senza problemi nelle taverne dove si venera il Ladro Sopraffino.

Predatore di templi di Olidammara: quando Olidammara ha una disputa con un’altra divinità (ad esempio San Cuthbert o Pholtus), spesso i templi di tale divinità si trovano mancanti di oro o oggetti magici. I colpevoli, ovviamente, sono i predatori di templi.

Dal Complete warrior handbook.

Lama invisibile: le lame invisibili sono spesso gladiatori che combattono in nome di Olidammara, cercando di rendere l’incontro più buffo che epico… Per l’avversario, ovviamente.

Maestro dello stile dell’ubriaco: nonostante la maggioranza dei monaci sia legale, i maestri dello stile dell’ubriaco offrono la loro fedeltà ad Olidammara, combattendo per non lasciarsi andar ad uno stile di vita caotico ma onorando, nel contempo, il Re degli Scherzi.

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