Il 5°Clone



Dei Goblin delle Flanaess: Storia, Cultura e Nazione

"In effetti molti di noi sono stupidi; bisogna usare questo a proprio vantaggio. Porta le razze più grandi e più forti a sottovalutarti. Usa questo fatto anche per eliminare chi vorrebbe rimpiazzarti, o per controllarlo. Ricorda il potere in mano agli altri goblin, dato che non puoi semplicemente agire a tuo piacimento, e ricorda anche come gli altri goblin usano il loro potere.”
— Estratto dalle Memorie dei Re di Goblinaragard, scritto da Juk’jorun’uglar I, conquistatore e primo re di Goblinaragard.

Usi e costumi sociali
I goblin sono delle piccole creature pelle e ossa alte circa 120 centimetri, con pelle color giallo-arancione, faccia piatta, naso rincagnato, grandi piedi, gambe storte, orecchie appuntite, occhi color giallo-rossi, grande bocca e fronte obliqua. Le loro braccia penzolano fino alle ginocchia anche quando sono in posizione eretta e camminano in modo maldestro, quasi come se fossero ubriachi. Hanno la voce acuta, stridula e balbettante. Sono delle piccole creature odiose e spregevoli con una predisposizione allo scontro.
I Jebli, così sono chiamati i goblin nella vecchia lingua Flan, sono famosi per le loro scorribande notturne negli insediamenti degli umani e dei semi-umani alla ricerca di cibo, bottino e schiavi. Solitamente vivono sottoterra, anche se riescono ad adattarsi a qualsiasi habitat, dalle pianure alle montagne. Sono anche capaci si sopravvivere all’interno di sotterranei, monasteri diroccati e altri luoghi abbandonati nelle terre civilizzate, proprio sotto il naso degli umani. I goblin odiano la luce diretta del sole e, quindi, preferiscono evitare i luoghi dove sono presenti numerose finestre o aperture verso il mondo esterno benché siano capaci di adattarsi se necessario.
Al pari degli orchi, i goblin possono prendere il controllo dei castelli, delle case o dei forti che appartengono agli avversari che hanno sconfitto, sebbene molto raramente costruiscano da soli le proprie case; infatti, preferiscono scavare e adattare delle caverne naturali ai loro scopi. Sono dei discreti minatori e scavatori, capaci di adattare ai propri bisogni anche le cavità più anguste e umide. Se necessario, i goblin possono scavare caverne diverse per le cucine, le latrine e altre stanze anche se, generalmente, le diverse famiglie vivono tutto insieme all’interno della stessa immensa caverna. Solo i capi, gli schiavi e i re hanno come abitazione una propria caverna a parte.
Le famiglie goblin solitamente sono composte da un maschio e da una femmina che non si sposano formalmente come è uso degli umani. Tutti i piccoli vengono cresciuti dall’intera comunità; le femmine dei goblin, in media, partoriscono una mezza dozzina o più di piccoli alla volta, per questo motivo è impossibile trovare le piccole famiglie tipiche degli umani o degli elfi. Le femmine non vengono fortemente discriminate come succede nelle società orchesche, in quanto fanno qualche cosa di più che badare semplicemente ai figli o sorvegliare gli schiavi della tribù. Sorprendentemente, i maschi dei goblin sono leali con i loro compagni e si limitano a combattere tra di loro solo per delle schiave umane o elfe particolarmente attraenti. Questi scontri, in genere, non sono letali e per il perdente si concludono al massimo con la rottura di un arto o con la perdita di un occhio.
I goblin sono organizzati in piccole tribù governate da un capo tribù che, in sostanza, ha poteri illimitati sui propri sudditi. Il capo tribù deve saper guidare i guerrieri in battaglia, trattare con i forestieri e fare da mediatore nelle dispute tra goblin. Nessun goblin che tenga alla propria pelle disobbedisce al capo tribù, anche se chi si è stancato del dominio di un capo può sostenere e aiutare un altro goblin per cercare di rovesciarlo.
I più potenti tra i capi tribù spesso si autoproclamano re, per il semplice fatto che sono i più forti tra tutte le tribù locali. Tutte le altre tribù giurano obbedienza al re che, su di loro, ha poteri illimitati. Gli ordini del re devono sempre essere eseguiti, ma anche in questo caso i capi tribù stanchi del suo dominio possono sempre congiurare tra di loro per deporlo.
Ogni goblin sa chi sta sopra e sotto di lui all’interno della struttura gerarchica e ci sono possibilità per provare a migliorare la propria posizione. Questo non avviene tramite l’uso della forza bruta o con combattimenti rituali come è usanza tra gli orchi o i giganti; al contrario, i goblin hanno delle regole di comportamento strane e quasi rituali quando si tratta di obbedire o di spodestare i propri leader e i propri re. I re e i capi tribù esercitano un potere assoluto nei confronti dei propri sudditi ma, se i sudditi non si sentono più vincolati a obbedire a chi esercita il potere, cospireranno tra di loro per deporlo o per ucciderlo, aspettando il momento buono per farlo. Anche se in generale i goblin sono considerati degli stupidi (e, effettivamente, la maggior parte di loro non è nemmeno capace di contare fino a dieci), diventano estremamente furbi quando si tratta di complottare all’interno della loro società.
Le tribù goblin collaborano tra di loro se necessario, e tutte le tribù sono capaci di lavorare insieme abbastanza bene sotto il comando dei re dei goblin. I goblin sono abbastanza pronti a unirsi con altre genti per affrontare un nemico più forte o lanciare un’incursione particolarmente audace, e lavorano bene anche con i coboldi. I bugbear sono ammirati per la loro superiore intelligenza e la loro naturale leadership, e anche i re si sottomettono al comando dei bugbear se le creature più grandi danno prova delle loro capacità. Ai goblin non piacciono gli orchi per la prepotenza; queste razze si attaccano l’un l’altra frequentemente, sebbene possano cooperare quando necessario. Gli ogre e gli gnoll sono odiati profondamente, e nessun goblin si sforzerà per far sopravvivere gli appartenenti a una di queste razze. Gli hobgblin sono una compagnia accettabile e i giganti sono visti con attitudine neutrale; i goblin sanno che i giganti li odiano, ma è veramente difficile che un goblin possa contrastarli.
I goblin odiano umani, elfi e halfling, e disprezzano gnomi e nani. Queste razze spesso entrano in contrasto con i goblin per le risorse minerali delle montagne e delle colline, e i goblin attaccano con decisione per prender possesso delle robuste e magnifiche sale di queste razze. Il più famoso esempio è Goblinaragard, una città che quasi un tempio sacro per i goblin.
I goblin meritano la loro reputazione per la stupidità, specialmente in battaglia. Il loro approccio alla battaglia può essere descritto come “ogni goblin per sé stesso”, e molti di loro muoiono durante ogni attacco. Il loro rapido tasso di riproduzione li aiuta in questo, sebbene il preferire le imboscate e gli attacchi furtivi rispetto agli assalti frontali diretti in qualche modo riduca le loro perdite in battaglia. Bisogna anche notare che, come gli orchi, solo pochi goblin sono veramente intelligenti e furbi, capaci di sfruttare la loro reputazione come gente stupida per calmare i loro avversari in un falso senso di sicurezza.

Storia
La storia dei goblin, quando messa per iscritto (i goblin la tramandano oralmente), consiste in una lunga storia di fatiche, lotte, battaglie e recuperi dalle perdite. Particolare enfasi è posta sulla resilienza dei goblin, sulle loro capacità di riprendersi dalle perdite e spesso di sopraffare quella che sembra un’opposizione schiacciante attraverso solidarietà e cooperazione. I goblin hanno perso molte battaglie e guerre nei secoli da prima delle Grandi Migrazioni, ma si sono sempre ripresi e hanno sconfitto i nemici schierandosi insieme orchi e giganti del fuoco, uniti sotto il comando di quei re dei goblin dotati di carisma e intelligenza.
Un perfetto esempio è la saga più elaborata della storia goblin, il Goblinonocon, una storia sorprendentemente dettagliata che descrive con dovizia di particolari la creazione di Goblinaragard, la leggendaria città dei goblin. Questa città sulle Montagne Corusk è reale ed è una meta di pellegrinaggio per i goblin delle Flanaess. Molti tentano di visitarla, sebbene pochi abbiano successo nel pellegrinaggio.
Goblinaragard una volta era una sala nanica traboccante di diamanti, rubini, oro e argento, benedetta dagli dei nanici, una terra natale sacra per la razza barbuta. Nessun goblin, orco o gigante poteva nemmeno far breccia in questo posto e causarne la caduta, e i nani e le loro divinità volevano dimorarci per sempre...
O così pensavano.
Il re dei goblin Juk’jorun’uglar I unificò più di 50.000 goblin delle Montagne Corusk e li condusse verso la vittoria sui nani della città. I più sacri templi degli déi nanici furono dissacrati e le belle costruzioni naniche furono distrutte. I cantastorie goblin (che, sorprendentemente, possono recitare a memoria l’intero racconto) dicono che Maglubiyet combatté contro Clanggedin quel giorno, e vinse. Potrebbero avere veramente ragione: i nani furono sconfitti in maniera tanto decisiva da diventare quei barbari selvaggi che ora abitano le Montagne Corusk.
La città fu convertita in Goblinaragard, la più grande città goblin in tutte le Flanaess, e forse nell’intero Oerth. Re Juk’jorun’uglar I edificò una potente città, costruendo templi a Khurgibaeyag e Maglubiyet che persino gli déi umani avrebbero invidiato. Furono create grandi ferriere e forge, trasformando i goblin in una macchina militare temibile che sottomise e schiavizzò hobgblin, barbari, gnoll, bugbear e anche i grandi giganti del gelo.
Il re dei goblin di Goblinaragard (si dice che visse duecento anni, quattro volte la speranza di vita di un goblin, per grazia di Maglubiyet) affrontò la sua più grande sfida contro i drow di Erelhei-Gwynne, che li invasero negli ultimi anni del regno di Juk’jorun’uglar I. I folli e arroganti drow credevano di poter sconfiggere gli stupidi goblin con uno sforzo minimo, e così attaccarono senza un piano di battaglia.
Juk’jorun’uglar I ebbe l’ultima parola. Astutamente ingannò i drow affidandosi alla convinzione che il suo popolo fosse stupido come gli elfi pensavano che fossero, e poi inflisse ai drow una schiacciante e umiliante sconfitta. Juk’jorun’uglar I uccise personalmente trenta sacerdotesse drow che guidavano l’attacco, e drow furono rimandati a casa con vergogna. I drow del mondo gemello Abeir-Toril hanno un detto: “Dannati sono coloro che credono di capire le intenzioni dei drow”. La sconfitta sofferta dai drow di Erelhei-Gwynne portò i drow delle Flanaess a rielaborare la frase: “Dannati sono quei drow che lasciano che la loro arroganza abbia la meglio”.

Famose tribù goblin:

  • La Maledizione della Regina Goblin Piangente: Dimorano nel Crinale Spina a sud del Sunndi; comandano una catena di cittadelle che tormentano e razziano gli umanoidi dell’Ampia Palude a nord e della Fratellanza Scarlatta a sud; sono famosi per aver evocato dei diavoli per uccidere i monaci della Fratellanza Scarlatta; sono noti per la loro furia berserk in battaglia; il loro simbolo è una goblin in lacrime davanti a una pira di goblin maschi morti, urlante il suo grido di vendetta; sono comandati dalla Regina Descretalla XVIII.
  • L’Orlo dell’Inferno: Dimorano nel deserto di Nyrod, nell’Urnst e tra le Colline Pietrose; sono famosi per aver subito terribili sconfitte ma per essersi sempre ripresi; sono noti per l’utilizzo di scorpioni giganti come cavalcature in tempi di guerra; il loro simbolo raffigura dei goblin che spingono alcuni nani in un crepaccio bruciante; sono comandati dal Re Ougobang Testa-Rotta.
  • La Litania del Dolore: Dimorano nelle Drachensgrab nel Pomarj; sono fanaticamente leali al Despota Turrosh Mak; sono famosi per la “musica” che creano dalle urla delle loro vittime torturate; adorano una grande varietà di dei, incluse versioni “goblinizzate” di dei come Hextor, Beltar e Incabulos; il loro simbolo è una frusta gocciolante di sangue che forma un disegno che diventa una notazione musicale goblin; sono comandati dal Re Uzgelleg Spacca-Roccia.
  • Puzza e Odore: Dimorano nella Foresta Nodosa tra le città-stato di Greyhawk e Dyvers; sono famosi per la loro terribile igiene e per gli odori corporei, che usano come vantaggio tattico in battaglia; sono noti per le loro diete a base di aglio, cavoli, birra, fagioli stufati e uova in salamoia; sono famosi per usare i bagni come forma di punizione sociale; il loro simbolo è un velo di gas velenoso che fa sputare l’anima a una falange di elfi guerrieri; sono comandati dal Re Bashakaklud Respiro-Bloog.
  • In Corsa di Notte: Dimorano nelle Montagne Yatil a sud-ovest di Tusmit; assalgono costantemente Tusmit, Ket, Perrenland e gli altri popoli delle Montagne; sono famosi per le loro scorrerie notturne; adorano Maglubiyet come divinità suprema, se non unica; il loro simbolo raffigura umani e nani in fuga da una cittadella in fiamme su uno sfondo di cielo notturno; sono comandati dal Re Klarnold Unghie-Mozze.
  • Tentacoli del Kraken: Dimorano nelle grotte delle penisole occidentali a sud del reame dei Barbari della Neve; adorano un potente kraken come loro capo e semidio, servitore di Khurgirbaeyag; sono famosi per aver copiato le lunghe e strette navi dei barbari e averle usate in una maniera simile per assalire i barbari stessi; il loro simbolo è un massiccio, demoniaco kraken che inghiotte città, montagne e foreste alluvionate; sono comandati dal Re Tendullu-du Allegro-Uccisore.

Traduzione dell’articolo “On the Goblins of the Flanaess: History, Culture and Nation” pubblicato su Canonfire.
Autore: CruelSummerlord
Traduzione: KlunK
Revisione: Erica Dees Faverio Margoni

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