Il 5°Clone



Dustmen - I Cinerei: la filosofia

 LA FILOSOFIA DEI CINEREI

 

Abbandona la tua miserrima esistenza di morto

Ed abbraccia la Vera Vita...

Quida, Cinereo

 

L’intero Multiverso è in realtà un infelice posto in cui vivere. Questa è indubbiamente una verità ineluttabile: In ogni dove è possibile trovare morte, distruzione, guerra, sofferenza... Perché? Tutto ciò va contro la natura stessa di ogni essere vivente, che per sua natura, per il solo fatto che vive - ed è nato per vivere, evidentemente - dovrebbe cercare di evitare ciò che è dannoso per sé, dunque morte ed infelicità... Tuttavia, ognuno di noi sa che le cose vanno diversamente. Perché? Forse è inutile cercare di dare una spiegazione coerente a questo vorticante caos di morte e distruzione. Forse questa non è la vita, non è la vita che ognuno, dentro di noi, concepisce. Forse questa è un’anticamera della vera esistenza. Forse questa è una prova... Che questa cosa che ingenuamente e comunemente chiamiamo vita non sia in realtà... la morte, la vera morte, che tanti temono... e che quella che chiamiamo comunemente ed ingenuamente morte non sia la vita, la vera vita...?

I Morti credono che in effetti tutti gli esseri viventi siano già morti. Ma purtroppo non lo sanno. La vita di tutti i giorni è la morte, mentre quella che chiamiamo (e temiamo) morte è in realtà vita, gioia, è la Vera Vita. Il problema vero è che chi non arriva alla profonda consapevolezza che l’esistenza comunemente concepita non è la vera vita rimarrà imbrigliato in una sorta di ciclo continuo di sofferenza dal quale non potrà mai liberarsi senza pervenire alla Vera Morte.

La Vera Morte è il passaggio decisivo dalla falsa alla vera vita, ed è il fine ultimo di ogni Cinereo. Solo comprendendo a fondo la filosofia di questa fazione è possibile compiere il grande passo ed approdare alla gioia e alla serenità eterna, sfuggendo così dalla ciclica sofferenza che il Multiverso ci propina.

Ora, in realtà nemmeno i Cinerei sono certi di quel che effettivamente la Vera Vita sia. Qualcuno teorizza che oltre la Vera Morte un essere possa tornare indietro e rivivere la o le vite precedenti in luoghi che ha gia visitato e conosciuto, ma sarebbero vite di puro piacere e di continua felicità. Altri invece credono che dopo la Vera Morte vi stia una sorta di vero aldilà dove tutto è bellezza e serenità, una sorta di realtà paradisiaca raggiungibile solo attraverso la Vera Morte appunto. Altri ancora infine credonoche una volta varcata la soglia della Vera Morte vi sia un abisso di nulla fatto di silenzio e vuoto, che coincide con la pace dei sensi e dell’anima.

Al di la di queste visioni, anche piuttosto differenti tra di loro, rimane comunque l’idea indiscutibile che oltre la Vera Morte vi sia qualcosa di inevitabilmente migliore della vita che tutti conoscono.

Chiaramente i Cinerei non ricercano semplicemente la morte in modo sistematico. L’esistenza in questa vita deve essere una sorta di grande prova, un percorso spirituale da percorrere con consapevolezza ed attenzione per arrivare alla profonda comprensione dei significati di Vera Morte e Vera Vita. Senza questo percorso spirituale uno sgherro non ha possibilità di giungere alla comprensione del vero senso del Multiverso, e dopo la morte esso sarebbe condannato a ripetere una nuova infima esistenza non certo migliore della precedente. Dunque, diversamente da quanto molti credono, i Cinerei non vogliono davvero morire fino a che non sono completamente certi di aver raggiunto l’illuminazione e la consapevolezza che cercano.

Una caratteristica importante di ogni Cinereo è lo stoicismo, che emerge chiaro nel rapporto con essi. Ricercando la Vera Morte ed avendo costantemente il pensiero rivolto verso la Vera Vita, i Morti tendono a non dare molto peso alle cose che accadono in questa vita. Molti si stupiscono di come essi attraversino senza quasi battere ciglio tragedie e sofferenze. In realtà, è proprio la loro peculiare filosofia a renderli così impermeabili agli eventi che pure accadono e li riguardano da vicino. Questo comportamento coinvolge anche inevitabilmente i sentimenti e le passioni forti come l’amicizia e l’amore. Secondo alcuni questi concetti sono alieni alla mentalità dei Cinerei, ma in realtà non è così: essi accettano di buon grado i buoni sentimenti di chi li circonda, ma nel caso essi si esauriscono semplicemente un Morto deve accettare la cosa sotto un duplice aspetto: da una parte essa è concepita come una prova per elevarsi, dall’altra l’evento non deve comunque destare troppo scompiglio nella sua anima poiché il fatto non riguarda la Vera Vita.

Inevitabilmente i Cinerei giudicano gli altri esseri viventi in base al loro complesso pensiero. Gli Smarriti sono molto lontani dal giungere alla Vera Morte: sono considerati “ingenui”, poiché appena giunti nel Multiverso debbono ancora capire che la vita, la morte e più in generale l’esistenza sono molto più complessi di quanto essi abbiano mai pensato. Sono così destinati a morire molte volte prima di comprendere la verità. Gli esseri planari sono invece più “evoluti” da questo punto di vista, poiché hanno (o dovrebbero avere) una visione più completa ed articolata di come sono effettivamente le cose. I Proxy e i Supplicanti sono invece in una posizione di stallo: mentre i primi sono troppo impegnati a servire le divinità, i secondi sono condannati a fondersi con l’essenza stessa del piano dove vivono. Un interesse particolare è accordato ai Non-Morti: la loro particolare situazione di non-morte, sospesa appunto tra la vita e la morte, li rende esseri particolarmente interessanti per i Cinerei: essi sono liberi da ogni passione e attaccati alla vita anche da morti, una sorta di “purezza” molto apprezzata dalla fazione.

 

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