Il 5°Clone



Lavora, lavora, non piaci a nessuno

Costruire una città è sempre impresa ardua per ogni DM. E non solo per la costruzione della città, ma anche solo per stereotipi nostri che finiamo per applicare a loro. Non conoscendo i mestieri, così lontani da noi, spesso la popolazione viene ridotta a quattro persone utili e duecentomila popolani che non si capisce cosa facciano.

"Siamo operai proletari... stiamo solo aspettando che inventino le fabbriche magiche per fare qualcosa... intanto andiamo al bar... cioè... intendo... alla locanda..."

Ci credo che poi non riescono a pagar le tasse ai re aguzzini! Non hanno mai fatto nulla per guadagnare in vita loro!

Come sono visti i mestieri dice molto sulla società.

Alla singola parola "camionista" subito vi viene in mente qualcosa. Uno stereotipo, ma subito sapreste creare il personaggio!

Pensate a che vuol dire leggere la parola "maggiordomo" in un giallo.

Il modo migliore per capire come sia vista una professione all'interno di una società è quello di appigliarsi agli stereotipi e, preferibilmente, a quelli negativi.

Quindi: quali sono le professioni più malviste nel Medioevo?

 

 

 

Il popolano panettiere, il popolano cuoco, il popolano burlone,

il popolano vanitoso, il popolano brontolone, il popolano quattrocchi...

 

Domanda preliminare.

Come si divide la società medievale?

Lo studente preparato risponde: “Oratores, bellatores e laboratores. I preti, i soldati e i contadini. Voto alto. Peccato che sia sbagliato.

Gli oratores sono coloro che pregando sono capaci di ottenere l'aiuto divino nel momento del bisogno... quindi fin qui nulla di strano...

I bellatores non sono i soldati: non esistono eserciti permanenti nel medioevo! I soldati altro non sono che i contadini quando vengono chiamati alle armi. Quindi chi tra tutti dedica la maggior parte del suo tempo al combattere? Gli aristocratici.

Ma almeno i laboratores saranno i contadini? La plebe? Tutt'altro. Il labor, nel periodo in cui nasce questa distinzione, non indica tanto il lavoro manuale, ma i frutti e i guadagni del lavoro. I laboratores non sono dunque quelli che lavorano ma sono quelli che son capaci di guadagnare dal lavoro che fanno, gli innovatori che trovano modi più utili di sfruttare aratri e campi.

A ciascuno dei tre ordini corrisponde un re.

Il re deve essere re di tutti e tre. Come re degli oratores ha i benefici ecclesiastici, come re dei bellatores scende in guerra con l'esercito mentre come re dei laboratores è garante della prosperità economica.

 

Combattente, esperto, popolano, aristocratico, adepto.

Credete che il bellator sia il primo e il laborator sia il terzo?

Il laborator è il secondo, il bellator è il quarto...

 

Dopo questa prima suddivisione veniamo all'argomento clou. Quali sono i mestieri che peggio vengono visti nel Medioevo?

 

Come primo presupposto i due più odiati sono le prostitute e i giullari.

Per quanto riguarda le prostitute non c'è bisogno di spiegazioni, mentre per i giullari bisogna fare riferimento all'odio per ogni forma di maschera o di travestimento che intercorre nella società medievale, in parte poco comprensibile per un uomo moderno.

 

Poi bisogna rendersi conto dei tabù che governano una società, tabù ereditati specialmente da un mondo più primitivo e più semplice di quello in cui si vengono poi a trovare...

Il primo tabù è quello del sangue, esaltatante o terrificante a seconda di tempo e luogo: chiunque abbia a che fare col sangue (eccetto i medici) è malvisto dagli altri. Quindi i macellai (povero Sloan), i carnefici, ma anche chirurghi, speziali e barbieri (Sweeney Todd insegna). Anche chi combatte finisce parte del simpatico gruppetto.

Il secondo tabù è lo sporco. Follatori, tintori, cuochi e lavandai. Pensavate che il locandiere medievale che si vede in tante avventure fosse amato e rispettato da tutti? Pensavate che le locande fossero linde e scintillanti? Vi sbagliavate. Grazie a questo la peggiore di tutti secondo Tommaso d'Aquino è quella del lavapiatti...

Il terzo tabù è il tabù del denaro quindi abbasso chi fa prestazioni per denaro, siano essi mercanti, usurai o prostitute

 

 

 

A questo contesto già complesso di per sé si aggiungono il cristianesimo e i suoi peccati capitali.

La lussuria taglia le gambe ai locandieri (di nuovo!) visto che le locande eran malfamate (credevate voi che gli avventurieri soggiornassero in alberghi a cinque stelle?), ai giullari viste le loro danze, ai tavernieri che offrivano vino gioco e danze, fino alle operaie tessili. Tutte le operaie tessili si prostituiscono, sempre. Perchè? Perchè se stavano sopravvivendo coi soldi che prendevano col lavoro “onesto” qualcosa di strano c'era!

L'avarizia è il peccato di mercanti, avvocati, notai e giudici.

La gola accentua la condanna sul cuoco.

La superbia accentua quella sul soldato (che è anche avaro).

L'accidia condanna invece il mendicante (non storpio, non ferito e non malato) visto che evidentemente non vuole lavorare. Dimenticatevi i paladini che danno monete d'oro a chi chiede la carità e aprite le porte ad una generazione di paladini che picchia, con tanto di punire il male, i cenciosi pigroni che vivono ai lati della strada!

 

Ma perlomeno i campi si salveranno, no? La nobile vita agreste dei nostri progenitori, libera dal peccato, sudore della fronte e movimento dell'aratro, bastano a salvare il posto in società?

Effettivamente dal punto di vista medievale l'idea di far soldi manca... Il mestiere nobile è quello di chi fa un'azione simile a Dio, quindi modella e trasforma il mondo (non potendo creare dal nulla)... un po' come Dio nella Genesi...

I contadini lo fanno, solo che il loro è comunque un mestiere servile, inoltre sono anche il pagus superstizioso, i tipici beoti dei raccontini vari, il bestio vile e marrano... Nei racconti medievali la zona agreste fa sempre brutte figure...

L'altro artefice, che fa un lavoro simile a Dio, è il modellatore nel senso di fabbro, orefice et similia Loro vanno quasi bene, perchè sono pochi... solo che sono visti più come stregoni... cosa che effettivamente, visti i processi di creazione di oggetti magici dal nostro punto di vista dovrebbe essere perfettamente sensata!

 

"Sporco e lussurioso a me?! E comunque...

Non avete visto il cartello? Qui non serviamo i fabbri..."

 

Chi si salva del tutto? Ovviamente il chierico :D

Ma San Benedetto non diceva ai suoi monaci “ora et labora”? Certo. Solo che, nel contesto in cui lo dice, per labora non si intende il lavoro che nobilita l'uomo. Si intende una fatica che sei costretto a fare tuo malgrado per redimere i tuoi peccati. Indi labora per punizione.

Gli “oratores” sono i privilegiati e ci tengono molto.

I bellatores sono quelli che si sporcan le mani nei campi di battaglia, lontani da noi...

I preti son molto più benvisti degli aristocratici...

 

Tutto qui, dunque?

Per fortuna il Medioevo è lungo, e quindi le cose cambiano.

Nel passaggio al Basso Medioevo il lavoro acquisisce una prospettiva più “nobiliare”, tanto che i preti cominciano ad essere molto meno felici del divieto di fare lavori danariferi...

Vengono addirittura parzialmente riabilitate le due professioni più odiate: il giullare e la prostituta!

Il giullare può essere parzialmente assolto SE le sue imitazioni servono a muovere a gesti nobili, a commuovere gli animi e ad esaltare gesti virtuosi, anche se la maschera rimane un problema...

 

Per quanto riguarda le prostitute invece ci si riferisce ad un fatto curioso. Un evento che scosse l'alto clero di Parigi. Durante la costruzione della cattedrale tutti i ceti della città vollero fare dono di un pezzo di vetrata a simbolo della loro professione. L'imbarazzo del vescovo nacque quando un gruppo di prostitute della città volle donare il suo pezzo. Confuso dalla situazione, il vescovo consultò tutto il clero cittadino e, alla fine, decise di rifiutare

In base a questo evento, un chierico confessionale scrisse dei passi in cui dice che la prostituta è una sorta di strano mercenario. Se la donna non ne riceve nè denaro (dandolo in carità) né piacere (perchè altrimenti sarebbe lussuria), lo fa senza mai truccarsi e senza mettersi profumi (perchè fingersi ciò che non si è sarebbe ingannare il cliente) la prostituzione potrebbe non essere peccato. Una pia opera di beneficienza nei confronti degli animi afflitti.

Però, poche righe dopo, come se si riprendesse da un attimo di smarrimento, subito ricorda che prostituirsi è comunque una cosa bruta e cativa eccetera eccetera...

 

"Maledetti sacerdoti dei serpenti, prima o poi lo capiranno che queste cose servono!"

 

Spero con questo articolo di aver dato utili spunti per tratteggiare vari PNG nelle città delle vostre campagne, idee base per costruire rapporti cittadini ;)

Ciò che ho scritto è un sunto di due saggi del libro di J. Le Goff, Tempo della Chiesa e tempo del mercante (Einaudi), e più precisamente “Società tripartita” (pp.41-51) e “Mestieri leciti e mestieri illeciti” (pp.53-71)

 

Commenti   

 
# luskark 2012-05-30 19:11
Per discussioni, dubbi, domande e anche critiche scrivete pure qui sotto o nell'apposito topic (www.5clone.com/forum/viewtopic.php?f=120&t=23186) in forum
 
 
# Philosopher 2012-09-07 21:31
geniale, un lavoro apprezzatissimo , chiaro e oltremodo competente. grazie!
 

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