Il 5°Clone



Drago



 

DRAGO



Ed eccoci a parlare del mostro per eccellenza di D&D, sua maestà il Drago. Un mostro il cui nome è parte integrante di Dungeons&Dragons e che da sempre ha affascinato master e giocatori. Nell'andare a scoprire le origini del drago si può notare che esso è presente nella maggior parte delle leggende e mitologie dell'umanità; anche a distanza di secoli e di chilometri ritroviamo il drago, con diverse sfaccettature e peculiarità, ma sempre lui ad accompagnare la storia dell'umanità.


Per iniziare occorre anzitutto analizzare l'etimologia della parola drago: esso deriva dal greco

drakon

che significa serpente; alcuni traggono l'origine della parola dalla radice

darc

ossia vedere, forse per una credenza popolare secondo cui i serpenti abbiano acutissima vista. Da notare comunque che la parola ha una forte somiglianza col rumeno

drac

che significa diavolo. Questo collegamento non sembra poi così azzardato in quanto nella mitologia occidentale, come vedremo in seguito, il drago è visto maggiormente come essere malvagio rappresentante proprio il demonio.


Una volta fissato il significato etimologico si può passare ad analizzare la figura stessa del drago, e le sue origini. Come abbiamo detto esso è presente in una vastissima quantità di leggende e mitologie, anche molto distanti fra loro, quindi nel cercare le origini vere e proprie del drago si dovrebbero momentaneamente ignorare i vari esempi nelle diverse mitologie, in modo da non confondere quelli che sono esempi di drago nella mitologia con il drago nella mitologia. Ripercorrendo a ritroso la storia dell'umanità si nota un particolare di fondamentale importanza nella ricostruzione della figura del drago: i fossili di dinosauri. Abbiamo già precedentemente visto come molti mostri della mitologia siano in realtà rivisitazioni di animali realmente esistenti: un esempio lampante è la Manticora, mostro già presente in questa sezione. Anche per i draghi quindi una fonte notevole è stata quella dei dinosauri. Si può affermare che la figura del drago è stata costruita in base al sentimento della paura, esso infatti ha i tratti di molti animali che ispirano paura all'uomo: le ali di pipistrello, i tratti serpentini e la somiglianza con il coccodrillo, per non parlare proprio della fonte principale, quella dei sauri. Il drago dovrebbe quindi basarsi sul ricordo ancestrale, e la relativa paura, dei dinosauri stessi, mescolato con il timore provato verso altri animali comuni.


Per approfondire la visione generale sul drago occorre soffermarsi sul particolare più interessante del suo mito: il drago è presente in quasi tutte le civiltà della storia, con nomi e forme diverse, ma sempre presente. Dacchè l'uomo esiste, esiste anche il drago. Ecco perché possiamo avanzare tranquillamente la visione psiconalitica di Carl Jung: per Jung il drago rapprensenta quella parte di noi chiamata l'Ombra, ovvero tutto l'insieme di pulsioni e caratteristiche della nostra psiche incivili, che il nostro conscio cerca di mantenere celati, per la vergogna. Il drago risiede sempre nelle grotte, e quindi nella terra, negli inferi, e nell’inconscio. Quando il drago lascia la sua caverna, esso divora le vergini. È il nostro emotivo drago interiore che distrugge la nostra coscienza vergine, come quando appare nel conscio esprimendo negatività quali l’invidia, la gelosia, l’odio, eccetera. Insomma è un'interpretazione senz'altro interessante, che mostra come il drago accompagni tutti noi, e come esso ci rappresenti in parte.


Alcune caratteristiche tipiche del drago di D&D sono il soffio ed il poter cambiare forma, trasformandosi in un umanoide. La prima caratteristica è presente in moltissimi miti, e trova una sua rappresentazione pseudo-scientifica nel fatto che secondo alcuni il drago incameri dentro di sè del gas metano arricchito di fosforo generato dalla digestione che al contatto con l'aria o con i denti, che agirebbero come delle pietre focaie, si infiamma provocando quindi il temibile soffio. Anche nelle leggende, come in D&D, il soffio non è solo infuocato, ma è presente anche la versione con il ghiaccio e quella con l'acido. Anche per il volo vi è una spiegazione pseudo-scientifica: il drago si innalzerebbe in volo come un dirigibile, gonfiandosi a seguito di una reazione chimica che libera nel suo corpo dell'idrogeno, più leggero dell'ossigeno. Per quanto riguarda invece la capacità di cambiare forma occorre addentrarsi nella mitologia indiana per ritrovarne un riscontro: nella versione indiana dei draghi, che si collega oltretutto con la figura delle Naga, anch'esse presenti nel manuale dei mostri di D&D, essi possono assumere la forma di donne umane. Ancora anche nella mitologia orientale essi possono assumere forma umana, e nella mitologia francese è presente il drago Melusine che, innamoratosi di una donna, prese forma umana per vivere con lei ed avere dei bambini. Infine troviamo un esempio di drago che assume forma umana anche nell'Asino d'oro di Apuleio, scrittore e filosofo latino. Il passo che interessa è questo:


Dalla sommità della collina, intanto, ci stava osservando un certo vecchio: un pastore certamente a giudicare dalle caprette che pascolavano attorno a lui. Uno dei nostri gli chiese se aveva da venderci un po’ di latte o del formaggio fresco. Ma il vecchio scrollò ripetutamente la testa e disse «Ma voi ora pensate a mangiare, a bere e a rifocillarvi? Non sapete dove vi siete messi a sedere?»
E detto questo si voltò indietro, radunò il suo gregge e se ne andò. Le sue parole e la sua fuga spaventarono nostri pastori. E mentre così impauriti, cercavano di sapere che luogo fosse quello, né c’era alcuno che potesse informarli, ecco venire avanti lungo la strada un altro vecchio, di grande corporatura e carico d’anni, che avanzava piangendo, appoggiandosi a un bastone trascinando il passo con fatica; appena ci vide, continuando a piangere, prese ad abbracciare le ginocchia dei nostri uomini, uno per uno, e disse supplicando.
«Per la vostra buona sorte e per vostri Geni tutelari, possiate giungere sani e lieti alla mia tarda età! Ma vi prego, soccorrete un vecchio infelice e restituite alla mia canizie il mio caro ragazzo, strappandolo alla morte! Un caro nipotino, caro compagno di strada, mentre tentava di prendere un passerotto che cinguettava su una siepe precipitò in un fosso che si apre ai piedi di quei cespugli, ed ora si trova in estremo pericolo di vita. Io sento che è ancora vivo perché si lamenta e chiama ad piangendo il suo nonno, ma per le mie deboli forze, come vedete, sono incapace d’aiutarlo. Voi invece, che siete giovani e forti, potete facilmente porgergli aiuto. Soccorrete dunque questo povero vecchio e rendetemi sano e salvo quel ragazzo, ultimo e unico rampollo della mia famiglia.»
Tutti si mossero a pietà di quel vecchio che strappandosi i canuti capelli li supplicava. Ma uno fra gli altri, più coraggioso, più giovane e forte, che unico era rimasto illeso nell’assalto precedente, si alzò in piedi e fattosi dire il punto preciso dove era caduto il fanciullo, seguì il vecchio che gli indicava col dito dei cespugli irti di rovi, non molto lontani. Più tardi, dopo che noi animali fummo rifocillati con foraggio e gli uomini ebbero curate le loro ferite, ci rimettemmo in cammino ognuno con il proprio carico e quel giovane venne chiamato ripetutamente per nome a gran voce; poi, siccome tardava un po’ troppo, mandarono a cercarlo uno dei loro, che lo riconducesse indietro avvertendolo che era ora di andare.
Costui andò e ritornò quasi subito, pallido come il bosso e tremante di paura, e raccontò cose strabilianti riguardo il suo compagno: che cioè l’aveva visto giacere a terra, già quasi interamente divorato da un enorme drago che gli stava sopra continuando a masticare il cadavere, mentre non si vedeva più da nessuna parte quel vecchio che li aveva mossi a pietà.

Ecco quindi che la capacità di assumere forma umana risulta essere comune a visioni mitologiche molto distanti, così che si può dire che questa capacità del drago di D&D è presente nella mitologia in generale.





Una volta riassunte le caratteristiche principali del drago, quali etimologia, origini e caratteristiche peculiari, è interessante approfondire il mito del drago nelle principali mitologie esistenti ed esistite nel passato.


Proprio nella mitologia delle civiltà antiche troviamo un'interessante storia. Nel mito babilonese ritroviamo Tiamat, simbolo del caos primordiale, dea delle acque salate che con Apsu, dio delle acque dolci, da vita ad una progenie di serpenti mostruosi, dai queli successivamente si generano gli dei Anu. Tra questi c'è Marduk il quale sconfiggerà proprio Tiamat, simboleggiando il primato dell'ordine rispetto al caos, e imponendo il suo primato sugli altri dei. Dal corpo di Tiamat Marduk crea il cielo e la terra. Il tutto è descritto nel Poema della creazione Enuma Elish. Questo mito, oltre a mostrare le origini mitologiche di Tiamat, presente nel pantheon di D&D come dea dei draghi malvagi, mostra come la lotta tra le divinità-drago (Eberron, Khyber e Syberis) dell'ambientazione Eberron riprenda questo mito: infatti Eberron diventa la terra, Syberis il cielo e Khyber il sottosuolo, il che è evidentemente parallelo alla sorte del corpo di Tiamat dal quale si generò il cielo e la terra.





Sempre nella mitologia babilonese troviamo la figura di Sirrush, una sorta di drago con zampe di felino e di uccello, e se ne trovano alcuni esemplari sulla porta di Ishtar, edificata in onore di Marduk stesso. Il Sirrush viene identificato da alcuni criptozoologi con il Mokele-Mbembe, chiamato anche N'Yamala, una sorta di drago della mitologia africana. Il suo mito è molto simile a quello di Loch Ness; esso vive a 800 chilometri a nord di Brazzaville, capitale del Congo. La sua prima descrizione fu data da un missionario francese, l'abate Proyar, che lo descrisse come un ibrido tra un elefante, un ippopotamo e un leone, con un collo di giraffa e una lunghissima coda da serpente. Questo mostro avrebbe quindi avuto la pelle liscia di colore grigio/bruno, con una mole da elefante, una testa piccola e un collo elastico lungo dai due ai tre metri. Queste descrizioni farebbero pensare ad un dinosauro di genere Diplodocus o Apatosaurus. I pigmei dicono che avrebbe quattro zampe possenti che si imprimono sul terreno. È evidente che anche qui l'influenza dei dinosauri sia di rilevante importanza.


Sempre nell'antichità si trovano tracce del drago nella mitologia greca, con la figura di Tifone, un mostro mezzo uomo e mezzo animale con ali piumate e l'insolita caratteristica di sputare valanghe di sassi. Tifone aveva cento teste di drago e devastava tutto ciò che incontrava. Secondo il mito Tifone, ultimo dei titani, si diresse verso l'Olimpo per sconfiggere gli dei. Zeus fu l'unico a non fuggire e dopo un violentissimo scontro sconfisse Tifone gettandolo nel mar Ionio e ricoprendolo con un'isola. Nacque così la Sicilia e l'Etna stesso, secondo la descrizione di Eschilo, è generato da Tifone che ne provoca le eruzioni.


In Egitto la presenza del drago era messa in relazione con ogni cambiamento; persino l’alternarsi del giorno e della notte, descritti come il viaggio di Ra, il dio del Sole, venivano attribuiti a lui. Sovrano dei cieli, Ra saliva a bordo della sua nave ad ogni alba e attraversava i cieli da est a ovest aiutato dal suo equipaggio composto da dei e anime dei defunti. Per cavalcare i cieli, il dio del sole doveva combattere e sconfiggere il drago. Ogni sera quando Ra si posava dietro all’orizzonte occidentale si dirigeva a bordo della sua nave nelle viscere della terra e oltrepassava il regno dei morti, dove la potenza di Apopi, divinità del buio dalle fattezze di serpente, non conosceva pari. Questo cercava ogni notte di distruggere Ra e ogni notte quest’ultimo veniva salvato da un esercito celestiale condotto da Seth, dio delle tempeste dal volto di iena. Ad ogni spuntare dell’alba, Apopi veniva sconfitto, intrappolato dagli spiriti del cielo che si rischiarava, decapitato da Seth e fatto a pezzi. Ogni giorno il corpo del drago veniva ricostituito e il ciclo del conflitto si ripeteva.


Nelle mitologie americane invece si hanno altre tipologie di descrizioni. Nella mitologia maya è presente il famosissimo Quetzalcoatl, che oltretutto presenta forti analogie con il Couatl del manuale dei mostri, il serpente-piumato portatore di conoscenza all'uomo, una delle divinità più importanti. Sempre nella mitologia maya vi è il dio-serpentino Itzamnà, il quale, incarna il dualismo giorno-notte, cielo-terra della visione maya: è il creatore stesso dell'universo.


Nell'america del nord invece occorre investigare le leggende degli indiani apache per trovare le tracce del drago: questi era solito mangiare i bambini di Donna Dipinta di Bianco, una delle poche sopravvissute alla guerra tra bestie ed uccelli che si svolse alla creazione del mondo. Un giorno le nacque un figlio che lei tenne nascosto al drago finché il figlio stesso decise di uscire dal suo nascondiglio per andare a caccia. Il drago lo individuò e i due si sfidarono: alla fine il ragazzo riuscì a penetrare la corazza del drago con le sue freccie e a colpirlo al cuore uccidendolo. Il ragazzo si chiamava Tin-ne-ah.





Nella tradizione occidentale il drago assume invece connotati fortemente negativi, e viene associato al diavolo, come già detto. L'esempio tipico si trova nel cristianesimo in cui il drago viene spesso e volentieri ucciso dai santi a simboleggiare la vittoria della santità e dell'insegnamento di Cristo sul peccato e le tentazioni del demonio. La leggenda più famosa è certamente quella di san Giorgio: molti anni fa il prode Giorgio appena diventato cavaliere decise di vaggiare per il mondo per prestare il suo aiuto ai bisognosi. Durante il suo peregrinare giunse alla città di Selem, da tempo afflitta dalla presenza di un drago che stabilitosi nella palude vicina chiedeva in pasto una fanciulla ogni mese per decidere chi dovesse andare in pasto al drago si sorteggiava ogni volta un abitante della città.


Il giorno dell'arrivo di Giorgio la sorte era caduta proprio sulla principessa Cleolinda figlia del re di Selem, il re si era proposto di risparmiare la figlia ma lei, sprezzante del pericolo, aveva detto che era suo compito da principessa andare per proteggere i suoi sudditi.


La principessa era già stata consegnata al drago quando Giorgio incontrò il re disperato che gli chiese di salvare la figlia in cambio della mano della fanciulla. Il prode cavaliere non se lo fece ripetere due volte ed in groppa al suo prode destriero ed armato della sola lancia partì alla volta della palude. Dopo un duro combattimento il cavaliere Giorgio sconfisse il drago e riportò la fanciulla dal padre. In città il re mantenne la promessa fatta e diede sua figlia in moglie a Giorgio ma il cavaliere rifiutò dicendo che doveva ancora sconfiggere i "draghi" presenti in molte altre città.


È questo l'esempio classico che viene in mente nella mitologia occidentale-cristiana, e l'esempio, come molti altri simili, porta a vedere il drago come una figura malvagia. Ad esempio secondo un’antica credenza norvegese, un albero immenso chiamato Yggdrasil si estendeva dalla volta celeste fino alle profondità degli inferi. Nidhoggr, un drago feroce, mordeva continuamente le radici dell’albero nel tentativo di distruggere l’ordine della creazione, che tuttavia possedeva un battaglione di difensori. Anche qui vi è la presenza del drago come simbolo del male e del tentativo di distruggere ciò che di buono esiste. Altro esempio famosissimo della contrapposizione tra eroe e drago è il poema epico di Beowulf, della tradizione anglosassone, secondo il quale Beowulf sconfisse a mani nude il terribile drago Grendel. Altro drago famoso della mitologia nordica è il malvagio Fafnir, che ruba e custodisce il tesoro dei Nibelunghi e viene ucciso da Sigfrido.


Sono tutti esempi che portano allo stereotipo del drago nella tradizione occidentale come essere malvagio e terribile da sconfiggere per il bene dell'umanità. Ma non tutte le popolazioni occidentali il drago assume questi connotati, anzi nella tradizione celtica esso è l'animale sacro, simbolo del comando e della figura del leader. Non a caso nella bandiera del Galles è proprio presente un drago. La presenza di questo mostro nella bandiera nazionale è probabilmente da ricondurre alla profezia di Merlino di una lunga lotta tra un drago bianco e un drago rosso. Secondo la profezia, dapprima avrebbe dominato il drago bianco, ma la vittoria sarebbe infine spettata al drago rosso. È un'allegoria della storica rivalità tra gallesi e Inglesi. Ancora si può ricondurre alla figura di re Artù e di suo padre, Uther Pendragon. Proprio da esso e dal suo stendardo nacque l'epiteto Pendragon che letteralmente significa "testa di drago" e ha probabilmente il significato figurato di "capo guerriero". Nei racconti più antichi Uther viene detto "Pendragon" perché egli vide una cometa a forma di drago, da cui trasse l'ispirazione per il drago sul suo stendardo. Secondo tradizioni più tarde, protagonista di questo episodio fu il fratello maggiore di Uther. Una volta morto, quest'ultimo assunse in suo onore l'epiteto di "Pendragon".


Queste leggende fanno suppore che nella tradizione celtica, così imperniata di misticismo, il drago assumeva la figura di comando e leadership e quindi prettamente positiva, in contrapposizione alla tradizione cristiana in cui prevale l'aspetto malvagio.





Ma la mitologia in cui è più facile trovare la figura del drago buono non è quella celtica, bensì quella dell'Estremo Oriente, in particolare della Cina. Secondo la tradizione cinese il drago è la fonte di saggezza e incarna egli stesso lo spirito dell'imperatore. È quindi una figura prevalentemente positiva ed assume una descrizione molto particolare, differente dalla descrizione occidentale. Il drago cinese, chiamato anche Lung, ha la forma di un lunghissimo serpente con le fauci da coccodrillo. Ha delle corna ramificate e non presenta ali. Una delle tante leggende narra che Tian Ti, l’imperatore dei cieli, osservando la crescente malvagità della razza umana, come punizione provocò una grande inondazione: i campi di riso vennero allagati da una pioggia incessante, i tetti delle case crollarono e i fiumi uscirono dagli argini; in breve tempo la terra venne completamente sommersa dall’acqua e le speranze di sopravvivenza della razza umana sembravano minime. Yù, un giovane dio, ebbe pietà degli uomini e pregò Tian Ti affinché gli permettesse di intervenire per salvarli: L’imperatore rendendosi conto che gli uomini avevano sofferto a sufficienza, acconsentì, agitò una mano e subito apparve una gigantesca tartaruga nera che si incamminò portando sul dorso della terra magica necessaria per assorbire l’acqua e creare nuovo terreno fertile. Dopo di che, il sovrano convocò un drago alato dalle squame verdi che si unì al giovane dio nella ricostruzione del pianeta. Yù, la tartaruga e il drago discesero dal cielo sul globo terrestre, dove lavoravano alacremente: distribuirono il terreno magico e crearono pianure e montagne. Sotto il comando di Yù il drago volò con la punta della coda piantata nella terra, creando nuovi corsi d’acqua che avrebbero reso le pianure verdi e lussureggianti.


Questa ed altri miti descrivono il drago cinese come fonte di saggezza e di bontà, rendendolo di fatto molto simile ai draghi metallici di D&D, che sono appunto di allineamento buono. Tuttavia non tutti i draghi della mitologia orientale sono buoni, alcuni anzi sono fortemente malvagi; ne è un esempio il giapponese Yamata no Orochi, che presenta un corpo serpentino con otto teste e otto code. Secondo la leggenda, Orochi dominava la regione di Izumo, in Giappone, e qui richiedeva delle vergini in sacrificio in cambio della promessa di non devastare la provincia. Un giorno, Susanoo, dio del mare e delle tempeste, giunse nella regione dominata da Orochi e qui incontrò tre persone disperate: due genitori ed una giovane ragazza. I due anziani riferirono a Susanoo di come la loro figlia Kushinada dovesse essere sacrificata alla malvagia creatura. Alcune leggende riferiscono che già altre sette figlie avevano subito la stessa sorte che attendeva la fanciulla. Sempre la leggenda narra della bellezza e della gentilezza della giovane Kushinada, qualità a tal punto evidenti che Susanoo non poté far a meno di innamorarsene. Così, il dio promise che avrebbe salvato la sua vita, in cambio della possibilità di sposarla. Ovviamente, i genitori acconsentirono al matrimonio, pur di veder salva la loro figlia. Susanoo, allora, ordinò che fossero raccolti otto barili di sake, da disporre di fronte alla casa dove vivevano i tre, quindi trasformò Kushinada in un pettine, che usò per acconciare i suoi capelli e solo allora si nascose in una vicina foresta. Quando Yamata no Orochi giunse di fronte alla casa di Kushinada, trovò gli otto barili di sake e non poté far a meno di ubriacarsi, finché ogni testa cadde addormentata. Solo quando tutte le teste del mostro scivolarono in un sonno profondo, Susanoo abbandonò il suo nascondiglio e le recise, uccidendo il drago leggendario. Un’altra versione della leggenda, invece, racconta di come Orochi fosse sì ubriaco, ma anche sveglio quando Susanoo giunse. Ne seguì un combattimento che durò per ore, deciso alla fine solo dalla stanchezza e dalla mancanza di lucidità del mostro, che ne decretarono la sconfitta.


Nel folklore giapponese inoltre vi sono nove tipi di drago, ognuno collegato agli elementi naturali, un pò come ogni drago di D&D è collegato ad un elemento. Comunque la somiglianza tra la leggenda di Yamata no Orochi e la leggenda cristiana di san Giorgio è evidente. Anche nella mitologia orientale quindi non si trovano solo draghi buoni ma anche esempi di draghi malvagi e sanguinari, come nella miglior tradizione occidentale.


Anche per gli antichi ebrei il drago rappresentava la morte e il male, e questa identificazione passò dalla letteratura apocalittica dell'Antico Testamento all'Apocalisse e alle tradizioni cristiane successive.





Abbiamo dunque ricostruito a grandi linee la figura del drago sia da un punto di vista generale che addentrandoci nelle diverse mitologie, quali quella occidentale, orientale, africana e americana. In ogni caso il drago rappresenta in qualche modo un essere magnifico ed affascinante, capace di portare grandi conoscenze o grandi devastazioni. Questo mostro presente da sempre nelle mitologie e anche da sempre presente nel nostro GdR preferito, Dungeons&Dragons, fin dal nome, fin dalla mitica scatola rossa dell'OD&D. Finché l'uomo vivrà probabilmente continuerà ad immaginare il drago, a temerlo, ad adorarlo, a sognarlo. Possiamo dunque dire che il drago è praticamente il mostro più conosciuto nell'immaginario comune dell'umanità, e finché vivremo continuerà ad accompagnarci lungo il percorso della storia, e continueremo ad incontrarlo e a temerlo nelle nostre sessioni di D&D.




Bibliografia
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http://www.etimo.it/?term=drago
http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_gallese
http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_del_Bhutan
http://www.ortoteatro.it/didattica_drago.htm#Il_drago_
http://it.wikipedia.org/wiki/Yamata_no_Orochi
http://it.wikipedia.org/wiki/Uther_Pendragon
ARTHUR BREIZH - LE OSSA DEL DRAGO - "Sentieri magici dai Menhir ai Celti", Collana LE ANTICHE QUERCE - Keltia Edizioni http://it.wikipedia.org/wiki/Maya#Le_Divinit.C3.A0_Maya
http://digilander.libero.it/fantagigio/draghi/draghi.htm
http://www.convivioastrologico.it/collaboratori/mg_larosa/drago.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Tiamat
http://it.wikipedia.org/wiki/Marduk_%28divinit%C3%A0%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Sirrush
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100294
http://www.satyrnet.it/fantasy/21marzo2004/draghi.htm
http://www.draconian.com/dragons/chinese-dragon.php
http://www.bluedragon.it/draghi.htm
http://www.starsandseas.com/SAS_Mythology/Dragonmythd.htm
http://www.theserenedragon.net/Tales/india.html
http://www.fantasymagazine.it/rubriche/6904/1
http://it.wikipedia.org/wiki/Scultone
http://www.fantasymagazine.it/rubriche/6119/3
http://www.fantasymagazine.it/rubriche/6661/2
http://www.drawol.it/Htm/leg-indiane-am.htm
L’Asino d’Oro di Apuleio, traduzione di Gabriella D’Anna, Newton Copton 1995, pag 273 e 275 http://www.esopedia.it/index.php?title=Drago
http://www.geagea.com/12indi/12_09.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Tifone_%28mitologia%29


Partecipanti alla discussione: Airlyn, Artemist, astaclol, Blackstorm, Gordon, Kalvalastir, LordDarvanDeveMorire, Niles, Ovino, Redrum, Saga89

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