Il 5°Clone



Fairy Tail

Titolo: Fairy Tail
Autore: Hiro Mashima
Pubblicazione giapponese: Kodansha
Pubblicazione italiana: Star Comics
Testata: Young
Volumi giapponesi: 30 (in corso)
Volumi italiani: 23 (in corso)
Prezzo attuale: 3,90 euro a volumetto

In una città di pescatori si verifica l’incontro tra Natsu Dragneel, mago del fuoco intollerante ai mezzi di trasporto alla ricerca del suo padre adottivo (il drago del fuoco Igneel), e la giovane maga degli spiriti stellari Lucy. Dopo una piccola avventura insieme Natsu le offrirà l’ingresso nella migliore gilda di maghi del mondo, Fairy Tail, per poter risolvere assieme varie missioni di crescente difficoltà e che coinvolgeranno altri membri della gilda quali il gatto alato parlante Happy, il mago del ghiaccio Gray ed Elsa la Titania.

 

Uno sguardo all’indietro, al Mashima di Rave
Perchè l’autore di Fairy Tail, Hiro Mashima, non è certo un mangaka alle prime armi, avendo alle sue spalle un manga di ben 35 volumi quale Rave the Groove Adventure (edito sempre da Star Comics). Per quanto vista la differenza di vendite e il mancato arrivo dell’anime (seppure parziale e mai concluso) in Italia sia molto più difficile trovare conoscitori di Rave che di Fairy Tail, un confronto non fa mai male.
Se Rave è denotato da una forte evoluzione (sia nel disegno che nella trama) col passare dei volumi, arrivati invece a Fairy Tail sembra che l’autore abbia ormai trovato il suo stile sotto entrambi gli aspetti e quindi la sua seconda opera più che di evoluzione sembra un continuo ciclo su sè stessa (non parte male ma neanche eccessivamente migliora, per il momento, nè come trama nè come disegni).
Rispetto al Mashima di Rave è sparito quasi del tutto il non-sense esagerato (i Nakajima e Griff, per dirne una, o la Banda dei Sederi Tremolanti), l’autore ha imparato a non inserire personaggi solo per poi quasi dimenticarseli (i poveri Ruby e Lazenby), ha ridotto le sue tipiche espressioni ultracaricaturali di stupore e (soprattutto) ha perso la pesante mania di far scoppiare in lacrime redento ogni antagonista appena sconfitto.
Certo, Natsu assomiglia fisicamente ad Haru, così come Lucy assomiglia ad Elie (e Gray a Musica…) ma le loro nuove versioni sono più spigliate, intraprendenti, scoppiettanti e vivaci, oltre che (soprattutto) meno buoniste: di fronte alla timidezza di Elie, Lucy fin dalla sua prima apparizione cerca di usare il suo fascino per ottenere uno sconto, mentre di fronte alla “paladinicità” che contraddistingueva Haru, Natsu è uno spaccatutto.
I lettori di Rave potranno divertirsi inoltre ritrovando (a volte in forma parodistica) elementi di Rave resi come Easter Eggs (come Plue, un nuovo SiegHart…) più o meno espliciti (per chi non l’avesse notato, a pagina 23 del primo volume ci sono due “Griff” innamorati)

Una delle prime copertine di Rave

 

Forza Gilda, andiamo a questare!
Il primo elemento traino di Fairy Tail è la sua vicinanza ai MMORPG.
Di fronte a fumetti (di non così alta qualità) basati su World of Warcraft, che elaborano più la storia e il mondo di Warcraft (spesso alieni ai giocatori) che il sistema base tanto gradito agli appassionati, Fairy Tail riesce a venire incontro a queste esigenze strutturandosi per l’appunto sul sistema in gilde.
Alla base del mondo di Fairy Tail esistono varie gilde, ciascuna guidata dal proprio Guild Master, che ricevono le opportune quest da completare, con tanto di ricompensa e livello di difficoltà (per sceglierne la persona più adatta). E poco importa se il mondo non è Warcraft, perchè il sistema di gilde in sè basta sia a consentire l’identificazione col proprio MMORPG ben più della sola presenza dello stesso mondo, sia lascia aperto lo spazio ai lettori di qualunque degli amati videogiochi online.

La gilda di Fairy Tail sulla copertina del volume 6

 

Un manga infinito con qualche spruzzo di trama?
Fairy Tail fino ad ora ricalca il procedimento che aveva caratterizzato One Piece per i suoi primi 50 volumi circa, però estremizzato. Per chi non lo conoscesse, One Piece sfruttava un sistema di saghe separate con qualche accenno di una trama generale tra una saga e l’altra, e solo verso il 50° ha cominciato davvero a mostrare come in realtà tutte le saghe avesserò un collegamento e a interrompere lo schema.
Perchè estremizzato? Perchè se in One Piece c’è un obiettivo dopo il quale tutto il manga sarà probabilmente finito, reso esplicito fin dai primi capitoli (il ritrovamento dello One Piece e il conseguente titolo di Re dei Pirati) e segue una rotta ben precisa in quella direzione (quindi ogni azione è necessariamente parte del viaggio verso la destinazione ultima), in Fairy Tail un obiettivo c’è (Natsu sta cercando Igneel) però quest’obiettivo non segna per forza la conclusione e non ha una “rotta” stabilita, tanto che Natsu per il momento sta girando a caso seguendo varie missioni che con Igneel non c’entrano assolutamente niente sperando di trovarlo (con un po’ di fortuna) a forza di girare tutto il mondo. La co-protagonista Lucy invece ha gli scopi più adatti ad andare avanti per le lunghe se non all’infinito (tra cui riuscire a pagare l’affitto mensile che la spinge ogni mese a cercare un nuovo lavoro).
C’è da dire che in realtà ciascuna delle saghe serve ad approfondire uno dei membri più in rilievo della gilda (una per Gray, una per Lucy, una per Elsa…) ma se si conta il fatto che ogni saga può prendere sui tre-quattro volumi e che si stanno aggiungendo nuovi membri importanti non è impossibile dire che al momento come manga Fairy Tail tenda all’infinito.

Natsu e Lucy sulla copertina del primo volume

 

L’ambientazione
L’ambientazione in cui si muove Mashima è un classico mondo fantasy manga, in uno stile da Blue Dragon o Dragon Quest, per avere un confronto, con una quasi totale prevalenza di umani (anche se a volte dall’aspetto un po’ bizzarro), un bel po’ di mostri non-orientaleggianti e una magitecnologia mista al mondo semimedievaleggiante.
In questo caso davvero magitecnologia visto che “alla Eberron” nel mondo di Fairy Tail (o almeno nel regno di Fiore) è poco magica una città in cui c’è meno del 10% di popolazione maga praticante e vi si trovano come normalità carri e barche a vapore mosse dalla magia, persino castelli che camminano.
Nonostante tutto questo la magia non è affatto invasiva e l’insieme risulta piacevole, e, senza neanche doversi soffermare troppo a dare spiegazioni iniziali (anche se poi qualche informazione ulteriore sarà data) ci si può immergere tranquillamente.
Per un amante del fantasy è piacevole trovare una mappa del mondo a pagina 179 del quarto volume.

Magnolia, sede della gilda

 

I personaggi
In Fairy Tail i personaggi, con interessi, hobby e debolezze sono punto forte. Non eclatante, visto che alcuni potrebbero sembrare studiati a tavolino, ma comunque piacevole. Interessante l’idea per cui ogni personaggio abbia una sua propria magia (anche se sotto alcuni aspetti ricorda un pochino altre serie come One Piece, con la differenza che qui non è una maledizione in nessun modo) e così vedremo la magia del fuoco, dell’evocazione, del cambio d’abito, del ghiaccio, dell’ingrandimento, delle stelle e molte altre, caratteristica che tra l’altro permetterà una minima identificazione e ricordo nel lettore anche per i personaggi più secondari.

 

Il disegno
Ora, nonostante le somiglianze (specialmente nel tratto) è importante precisare che Hiro Mashima non è mai stato allievo di Eichiiro Oda, e quindi se ci sono punti in comune tra il tratto di Fairy Tail e di One Piece, non derivano certo dall’identità dell’autore o da una scuola precisa.
Un tratto quello di Mashima (seppur molto migliorato rispetto a Rave) capace ancora di dividere il suo pubblico tra chi lo apprezza e chi lo disprezza, e quindi, nel complesso, difficile da giudicare obiettivamente.
Ambito che merita un riferimento è l’accentuazione nel corso della carriera di Mashima al disegno femminile (non appena si rese conto che era bravo a disegnare bene belle ragazze non ha più smesso di sfruttare la cosa) tanto che per le procaci maghe di Fairy Tail non mancheranno occasioni di sfoggiare biancheria intima (pur non andando quasi mai oltre e pur non essendo certo l’elemento predominante del manga)

Le ragazze delle gilda

 

L’edizione italiana
Come purtroppo tipico, nell’edizione italiana mancano tutte le tavole a colori, rese in bianco e nero per contenere i prezzi. La traduzione è abbastanza ben fatta con pochi errori di stampa rispetto alla frequenza della Star Comics.

 

L’anime
Da Fairy Tail è stato tratto anche un anime che per il momento segue fedelmente la trama originale con pochi filler (episodi riempitivi non presenti nel manga, N.d.R.) anche se bisogna vedere come si trasformerà la cosa quando manga e anime cominceranno ad avvicinarsi (e a procedere comunque allo stesso ritmo di 20 pagine/20minuti alla settimana).
In Italia l’anime è stato comprato da Mediaset e quindi probabilmente passerà sulle reti di Italia 1 (speriamo bene per la censura, ma si teme di illudersi).

 

In conclusione?
In definitiva, seppur lontano dall’essere un capolavoro, Fairy Tail è un manga estremamente godibile e una piacevole lettura non troppo impegnata con un occhio di riguardo ai giocatori di MMORPG… anche se si potrà dare un giudizio migliore nel momento in cui l’autore deciderà effettivamente dove la trama intende andare a parare
In ogni caso (anche se più con Rave che con Fairy Tail) a quanto ho visto in giro non c’è mangaka più capace di Hiro Mashima nel dividere il suo pubblico tra fan adoranti e detrattori che descrivono le sue opere come puramente commerciali, quindi in ogni caso siete avvisati

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