Il 5°Clone



CITY OF SPLENDORS: WATERDEEP

Dungeons & Dragons

CITY OF SPLENDORS: WATERDEEP

 

Recensione di Leo "lordgirsa" d'Amato

 

Revisione e layout di Nadir Sharpblade

 

 

Eric Boyd ci conduce nuovamente, dopo anni d’assenza e di peregrinazioni, in cui abbiamo vagato attraverso vari luoghi di Faerun, in uno dei punti più nevralgici dei Reami: la splendida e poliedrica città di Waterdeep, una delle più affascinanti e ricche di spunti di avventura per eroi in cerca di una vita agiata… o di una prematura sepoltura.

Il capace autore di ottimi prodotti quali Fedi e Pantheon, Razze di Faerun e Regni del Serpente lascia ora il suo marchio anche sulla più famosa città della Costa della Spada, come già il suo illustre predecessore Ed Greenwood (il “papà” dei Reami).

Una sorta di ritorno alle origini, dato che il modulo più completo e affascinante, che fu pubblicato nel lontano 1987 e firmato proprio da Greenwood, era dedicato proprio alla città di nome “Profondacqua”, come taluni sono, ahimé, portati a tradurlo.

In realtà, Waterdeep è un nome che, come pure molti presenti nello stesso Signore degli Anelli, in sé contiene già un’immagine che scaturisce spontanea nella mente di colui che lo pronuncia: se nell’opera di Tolkien incontriamo Rivendell, ossia “Gran Burrone”, un nome assai evocativo, qui Waterdeep evoca un oceano vasto, profondo, ricco di immense opportunità; una vastità che si riflette anche nelle prospettive e negli interessi dei suoi abitanti.

Ma oltre a ciò, tale nome evoca anche l’idea di misteri profondi, sepolti nel passato ma terribilmente prossimi ad emergere nuovamente.

Il riferimento non è casuale: basti pensare alle aree sotterranee che caratterizzano la città, tra cui il dungeon di Sottomonte e Skullport, il fantomatico e famigerato “Porto delle Ombre”.

Insomma, i misteri sono contenuti già nel nome della città, e non potrebbe essere diversamente allorché si pensi alla stessa struttura di governo, gestita da Lords la cui identità viene mantenuta gelosamente segreta!



Struttura e aspetto del modulo

Il manuale si presenta nella sua collaudata e oramai apprezzata impaginazione, con carta dal colore simil-pergamena che trasmette quella sensazione particolare di toccare con mano qualcosa di datato, di antico… di misterioso; si sa, in questi casi la stessa suggestione del master, ottenuta tramite questi piccoli accorgimenti, è vitale per una adeguata “immersione” nell’ambientazione ed è utile anche per trasmettere tali sensazioni ai giocatori.
Il manuale per il resto è robusto e difficilmente tende a rovinarsi o a veder scollarsi le pagine che lo compongono (per i più esigenti un’adeguata sovraccoperta in plastica trasparente proteggerà dall’usura del tempo e dalle macchie questo bellissimo manuale).

Le illustrazioni si dimostrano all’altezza dell’opera e la copertina realizzata da Fischer ha il pregio di trasmettere, tramite una tecnica simile all’acquerello, l’immagine di una fumosa, quasi eterea, Città degli Splendori.

Gli autori delle tavole interne riescono a trasmettere sensazioni vivide e forti: tra tutti, ho apprezzato molto le illustrazioni di Wayne England, Ralph Horsley e Lucio Parrillo, le cui tinte tendono a rendere più credibile l’atmosfera che si respira a Waterdeep: certo, siamo lontani dagli standard qualitativi di Lockwood e dello stesso Fischer, ma considerando che il buon Todd si colloca quasi “fuori scala” per le sue eccelse doti, potrei anche dire che gli autori reggono benissimo il confronto con Fischer, che è stato tra l’altro uno degli illustratori del Manuale dei Mostri.

Composto da circa 160 pagine, City of Splendors: Waterdeep (questo il titolo originale dell’opera ancora non tradotta) è un modulo completo che offre informazioni sulla città forse non più popolosa ma di certo più evocativa dei Reami, cui sono legati i ricordi di molti giocatori di ruolo abbastanza grandi da aver assistito alla comparsa di AD&D in Italia.

Rispetto al suo illustre predecessore, apparso nel 1987, il presente modulo offre una veste grafica assai più accattivante, maggiormente ricca di illustrazioni di alta qualità ed una descrizione più completa della situazione storico-politica della città.

Ho trovato il manuale abbastanza facile da consultare, semprechè ci si limiti a cercare riferimenti per argomenti tramite l’indice sistematico; ho invece riscontrato lo stesso “difetto” che i prodotti di questa ambientazione mostrano, laddove l’unico ad esserne invece esente era il manuale di Ambientazione di Forgotten Realms, cioè l’assenza di un indice analitico, che agevoli la ricerca di nomi, città o luoghi, evitando una, talvolta affannosa, ricerca.
Il modulo è suddiviso in sette capitoli, ciascuno ricco di informazioni e minuzie (che rasentano talvolta la mania per il dettaglio), su ogni vicenda, aspetto e caratteristica della città, senza trascurare l’ulteriore opzione di poter ricercare, sul sito della Wizard of the Coast, ulteriori supplementi, liberamente scaricabili; uno su tutti, che reca informazioni sulle casate nobiliari, risulta particolarmente interessante, sebbene di contenuto non inedito, dato che le stesse informazioni sono state presentate in almeno altri due manuali della serie AD&D dedicata a Waterdeep.


Primo Capitolo: The City of Splendors (La Città degli Splendori)

Offre una panoramica sulla Città degli Splendori: tutto sulla sua storia, intricatissima e complessa, dal tempo in cui era un minuscolo borgo fino ai recenti “sviluppi” che hanno portato la città a rivaleggiare con Silverymoon per importanza e notorietà.

Potrei aggiungere che sotto il profilo storico e sociale molto ci sarebbe stato ancora da dire (numerosi sono stati, infatti, i moduli e supplementi su Waterdeep pubblicati sotto il marchio TSR), ma già così l’opera contiene tante e tali informazioni da risultare difficile, spesso, il tenerle a mente: fornire ulteriori dettagli avrebbe significato creare un’enciclopedia, più che un fruibile manuale, dalla pur snella struttura.

Abbastanza completa risulta la descrizione delle terre circostanti, anche se non quanto fatto nelle precedenti pubblicazioni di cui sopra, sebbene si tratti di località, a ben guardare, già sufficientemente conosciute.


Secondo Capitolo: People of Waterdeep (Gente di Waterdeep)

Viene dedicato interamente all’aspetto sociale della città: ossia le gilde, le organizzazioni e la “gente” di Waterdeep: trovano perciò spazio la celeberrima Tel’Teukiira (le “Stelle Lunari”) fondata da Khelben “Blackstaff”, il collegio bardico di New Olamn, le terribili Maschere della Notte (organizzazione criminale ai cui vertici figura un agghiacciante segreto), nonché la Società del Kraken, gli Arpisti, i Cavalieri dello Scudo e tante altre ancora.
Tra i personaggi più celebri della città, City of Splendors non poteva non occuparsi anche del notissimo mago pazzo Halaster Blackcloak, le cui statistiche compaiono già nell’Ambientazione di Forgotten Realms, senza però aggiornarle all’edizione 3.5 (scelta dovuta per non ampliare il numero delle pagine, e quindi il costo, oppure mera operazione di marketing?) e del suo dungeon di Sottomonte (Undermountain) e non soffermarsi sulla terribile ed affascinante immagine distorta di Waterdeep: Skullport, che viene presentata in una panoramica cruda, essenziale ma molto affascinante.

Interessante e appagante, per i fan di R.A. Salvatore e della saga di Elaine Cunningham “Luci ed Ombre”, sono i riferimenti al Tempio della Promenade, il principale tempio della Vergine Scura, ove dimora l’eletta di Mystra e di Eilistraee: Qiluè Veladorn, una delle Sette Sorelle, forse una delle mortali più potenti in circolazione e di cui moltissimo si ignora (di Elminster, Khelben e degli altri Eletti, nonché delle restanti Sorelle, si sa molto di più).

Posto di rilievo per l’organizzazione ecclesiastica e filo –ecclesiastica della città, con templi dedicati a varie divinità del pantheon faeruniano, divinità malvagie incluse: su tutti, quello di Lathander da una parte e quello di Shar dall’altro, senza dimenticare il tempio di Mystra, uno dei più importanti su Faerun… non foss’altro per la presenza di almeno tre dei suoi Eletti in città.
Tra le organizzazioni degne di nota le già citate Maschere della Notte, insieme ai Ladri d’Ombra Talflamm (vedi Irraggiungibile Est), rappresentano forse la gilda criminale più potente e conosciuta su tutto Faerun.

Tuttavia ci sono anche molte, moltissime forze che si adoperano per portare alta la fiaccola del bene e dell’onestà: gli Arpisti ne sono un esempio, le stesse “Stelle Lunari”, sebbene per certi versi vengano presentate come una sorta di esercito personale di “Blackstaff”, lo stesso Khelben e sua moglie Laeral Silverhand nonchè tutti i sacerdoti o simpatizzanti degli dei del bene ed infine gli stessi Lords della città, tra cui l’unico Lord svelato: Piergeiron Paladinson, celeberrimo paladino.

Estremamente utile è la descrizione delle organizzazioni e/o gilde arcane, come quella della “Blackstaff Tower” oppure la “Halaster’s Heirs” ed interessanti i vantaggi che l’appartenere a tali organizzazioni (specie se combinato con l’apposito talento “Favored in Guild” - Favorito nella gilda) comporta.



Terzo Capitolo: Prestige Classes (Classi di Prestigio)

Presenta l’ennesima carrellata di classi di prestigio che, prese a sé stanti, risultano adeguate al contesto, sebbene, se confrontate con quelle apparse fin’ora sui moduli della serie Forgotten Realms (sempre numerose e spesso poco giustificate), stupiscano per la loro numero ridotto.

In questo caso ne vengono presentate “solo” quattro: il Cavaliere della Luna Azzurra (Knight of the Blue moon), riservata a incantatori biclasse arcani “spontanei” e divini (ma che non segue entrambi i sentieri come fa invece il Teurgo Mistico), l’Agente delle Stelle Lunari (l’alter ego dell’Esploratore/Agente Arpista), i Monaci dell’Animo Solare (Sun Soul Monk), descritti brevemente nel manuale di Ambientazione di Forgotten Realms ed infine l’Esecutore delle Mani Grigie (Grey Hands Enforcer), un combattente specializzato appartenente all’ordine delle Mani Grigie (una sorta di “forze speciali” della città), che colpisce in quanto una delle poche classi di prestigio (se non l’unica, ad eccezione di quella dell’Infuso apparsa su Dragon n°15), adatta sia ai combattenti che agli incantatori (arcani o divini).
La classe è molto ben congegnata ma parecchio adatta ai “powerplayer” dato che fornisce, oltre alla riduzione al danno, anche la possibilità di vibrare colpi particolarmente efficaci (per i combattenti) o potenziare gratuitamente un incantesimo (per gli incantatori) fino a tre volte al giorno.
Ciliegina sulla torta la resistenza agli incantesimi ed un appetibilissimo (per incantatori) d10 sui punti ferita.

Il capitolo si chiude piacevolmente con una serie di informazioni e consigli su come interpretare correttamente la mentalità e lo stile di vita degli appartenenti a ciascuna di tali classi, particolarmente utile considerando l’appartenenza delle stesse a gilde o organizzazioni con dogmi e finalità ben precise.


Quarto Capitolo: Waterdeep Locales (Edifici di Waterdeep)

Descrive i luoghi importanti della città.
Case, palazzi, edifici antichi e regali, abitazioni più modeste ma in grado di serbare molti segreti: tutto viene descritto con dovizia di particolari e con un’attenzione che talvolta sfiora il maniacale.
Si viene trascinati in strade ampie e vitali, ricche di opportunità e di fascino, o buie vie, simili a bubboni che infettano un corpo altrimenti perfetto, ove il rischio di essere derubati è forse il problema minore: ladri, assassini e spie sono presenti, con una certa “generosità”, un po’ dappertutto in città.


Quinto Capitolo: Adventures in Waterdeep (Avventure nella città di Waterdeep)

Le strade brulicano di vita… e a notte fonda anche di non-vita: vampiri, wraith ed altre creature sono di casa a Waterdeep e le fogne cittadine ospitano segreti che per molti è meglio rimangano tali…

La descrizione dei dungeon mi è parsa buona e ben caratterizzante, così come anche la presenza di alcune tabelle per incontri casuali, specie nelle fogne, mentre appena sufficiente risulta il dettaglio dedicato ad alcuni livelli ed ingressi del dungeon di Sottomonte, certo non affrontato in maniera esaustiva: lo stesso manuale precisa che i DM che hanno accesso ai manuali della TSR delle precedenti edizioni di D&D dispongono di materiale a sufficienza per creare infinite avventure nella “tana” di Halaster.


Sesto Capitolo: Monster of Waterdeep (Mostri di Waterdeep)

Forse il capitolo più breve, ma certamente non meno affascinante: vengono presentate nuove creature molto ben curate, alcune rivisitate alla luce dell’edizione 3.5, come la leucrotta, splendidamente illustrata da Wayne England o la sua versione superiore, la leucrotta changesteed, un mutaforma che oltre che imitare le voci, come le normali leucrotte ha la possibilità di mutare aspetto, acquisendo persino le capacità straordinarie della sua nuova forma.
Menzione speciale meritano gli unici mostri davvero a tema, ossia le walking statue, ossia statue animate di taglia mastodontica che proteggono templi, case nobiliari e persino città o fortezze di grande importanza, dotate di un’intelligenza e di una volontà proprie.


Settimo Capitolo: Heroes and Magic (Eroi e Magia)

Vengono presentati nuovi incantesimi e talenti con la solita generosità (a quando un manuale che comprenda tutti gli incantesimi e talenti apparsi nell’ambientazione di Forgotten Realms?): non necessariamente un pregio ma nemmeno un difetto.
Viene riproposto il talento di Iniziato di Shar, già comparso nel Champions of Ruin e rimasto inalterato, mentre interessanti sono il Dungeoneer’s Intuition, che consente di sommare la propria Saggezza al bonus di Percepire Trappole, oppure il Lunar Magic, che conferisce ai devoti di Selune e Mystra un bonus od un malus ai propri incantesimi arcani (o divini) a seconda della fase lunare sulla falsariga delle regole della Magia delle Lune dei maghi di Krynn (Dragonlance).

Tra gli incantamenti per le armi degni di citazione troviamo shattermantle, in grado di danneggiare la resistenza agli incantesimi per ogni colpo andato a segno, mentre, tra gli oggetti magici, risulta interessante il ring of armor, che unisce i vantaggi di un anello di protezione ai benefici di un’armatura della fortificazione.

Splendidamente realizzata da Wayne England - e molto potente - è la Ettin Axe of Uruth, una doppia ascia orchesca le cui teste sono entrambe intelligenti.
Tra gli incantesimi, invece, il Laeral’s silver lance colpisce per la sua utilità, sotto il profilo marziale, nel rendere inoffensivo, tramite un attacco a distanza, l’incantatore arcano avversario e risultando altrettanto efficace contro creature eteree (creando un effetto di forza).



Riferimenti e compatibilità

City of Splendors: Waterdeep è un manuale che è stato elaborato secondo i canoni dell’edizione 3.5: è giocabile e fruibile così com’è, sebbene dia il meglio di se utilizzato insieme ad altri manuali, Signori dell’Oscurità e Guida del Giocatore a Faerun su tutti che, ora come ora, rappresentano forse i supplementi meglio realizzati e più dettagliati.

In più, come precisa lo stesso manuale, la compatibilità si estende a gran parte delle produzioni pubblicate in tempi relativamente recenti, tra cui Perfetto Guerriero, Perfetto Sacerdote, Guida del Dungeon Master II, Regni del Serpente, Specie Selvagge, Irraggiungibile Est, Fedi e Pantheon nonché i più recenti Shining South, e Lost Empires of Faerun, tra gli altri.
Il possesso dei suddetti non è certo essenziale ma, a costo di dire un’ovvietà, appare evidente che il non servirsene impedisce di poter trarre il massimo dal supplemento in esame.


Conclusioni

In definitiva il manuale è accattivante, ottimamente illustrato e abbastanza ben strutturato.

Tuttavia, facendo riferimento specificamente all’accessorio dell’AD&D 2nd City of Splendors (TSR 1109) (che comprendeva, suddivisi in quattro fascicoli, il Campaign guide to the city, Who’s who in Waterdeep, Adventurer’s Guide to the City e Secrets of the City) si può riscontrare come l’adattamento all’edizione 3.5 lasci un po’ l’amaro in bocca circa la quantità di materiale proposto ed il modo di presentarlo (senza dubbio più intrigante l’idea di suddividere in quattro piccoli tomi, ciascuno incentrato su di un diverso aspetto, la descrizione della città).

Per contro, sotto il profilo grafico e “tecnico”, la presente versione è parecchio superiore e rende City of Splendors: Waterdeep un acquisto azzeccato sia a quanti si accostano per la prima volta a questa città, sia agli appassionati di vecchia data (abituati forse ad un “buffet” più ricco di informazioni).

Un’ultima considerazione, di carattere personale, riguarda non già il prodotto in sé quanto il filone cui esso appartiene: non si può non notare come la produzione inerente i Reami sia ad oggi soprattutto incentrata su moduli geografici che affrontano, con ossessione per il dettaglio verrebbe da dire, determinate aree geografiche di quell’immenso calderone di razze e culture che è il Faerun, mentre in passato molte uscite erano soprattutto avventure, alcune delle quali indimenticabili.
Forse si tratta di una scelta consapevole onde far fronte a master sempre più esigenti e a campagne sempre più di alto livello, in cui le informazioni sul quando, sul come e sul perché di ogni avvenimento aiuta a fornire l’humus sul quale far germogliare una serie di avventure legate da determinate trame e/o sottotrame; però talvolta si sente la mancanza di supplementi di avventure degni di questo nome.

A parte questo, il manuale risulta molto utile e ben fatto e, tutto sommato, anche da solo è sufficiente a garantire, ad un master con voglia e fantasia, moltissimi spunti per campagne di medio- alto livello.

Materiale di riferimento:
· Waterdeep: City of Splendors Campaign Expansion (TSR 1109)
· Waterdeep and the North (TSR 9213)
· Campaign Accessory: Dungeon Crawl- Undermountain- Stardock (TSR 9538)
· Dungeon Crawl Undermountain: Lost Level (TSR 9519)
· Dungeon Crawl Undermountain: Maddgoth’s Castle (TSR 9528)
· Boxed Set - The Ruins of Undermountain (TSR 1060)
· Skullport (TSR 11348)
· Boxed Set - The Ruins of Undermountain II (TSR 1104)
· Waterdeep (TSR 9249)
· Box- Waterdeep- City System (TSR 1040)
· Selected buildings of Waterdeep (TSR 2380)
· Trail Map- The City of Waterdeep (TSR 9401)

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