Il 5°Clone



Macbeth (2016)

Regia: Justin Kurzel
Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard
Genere: Tragedia, drammatico
Tratto dall'opera di: William Shakespeare
Produzione: See-Saw Films, DMC Film
Data di uscita italiana: 6 gennaio 2016
Durata: 1,53 ore
Musiche: Jed Kurzel
Nazione: UK, Francia, USA

 

Il tentativo di Hollywood di mettere mano al Macbeth di Shakespeare sfocia in un fiume di sangue e violenza che fluisce nell’oniricità delle nebbie e monologhi folli propri di un film in cui tutta la tragedia si consuma nella follia di una coppia assetata di potere.

 

 Prima dei giochi di troni c'erano i troni di sangue...

 

La vicenda, per chi non la conoscesse, riguarda Lord Macbeth, nobile scozzese cui le streghe predicono un destino passante per una corona insanguinata. La tragedia del Bardo immortale passa così per una vicenda storica romanzata in cui la conquista del trono passa per omicidi, tramacci e brama di potere.

Lord Macbeth, uomo d’onore che non vorrebbe seguire il turpe futuro che gli è stato predetto, alla fine lo seguirà, suo malgrado oppure no, anche se le conseguenze saranno tutt’altro che piacevoli. Molteplici sono le interpretazioni, molteplici i modi di rendere quest'opera sulla scena...

 

 Lei sente di aver un po' troppo spazio rispetto all'opera originale...

 

Il film tenta di riportare al cinema l’opera citandone letteralmente i dialoghi ed in un impianto di teatro filmato. L’operazione concede di riconoscere quanto possenti siano alcuni dialoghi shakesperiani per un pubblico che non li abbia mai meditati ma solo letti di sfuggita e quanta violenza ci possa essere quando la scena non te ne risparmia alcuna.

Forse proprio in questo, come già accadeva ne Il Racconto dei Racconti l’anno passato, si consuma il limite dell’operazione. Nel voler mostrare omicidi che altrimenti rimarrebbero fuori scena il film da crescendo diviene calando visto che la pazzia aumenta ma il quantitativo di sangue diminuisce, e quando la maggior energia in scena è stata data al più turpe dei delitti ciò che resta non può che essere un continuo rimestarsi e rimuginare su ciò che si è già compiuto nella prima mezz’ora.

In un contesto onirico e in ottime vedute di paesaggi scozzesi, seppur troppo sereni (piove solo in una scena), non sfoga appieno le capacità che il cinema avrebbe (con effetti speciali) di far rombare ogni verso dell’opera originale, affidando quasi tutto alla capacità degli attori. Attori protagonisti su cui si sfoga tutta la tragedia, visto che gli altri son quasi comparse sulla loro vita e così, da quando oniriche apparizioni di streghe che non cantano e non ballano attorno al fuoco parleranno a Lord Macbeth, tutta la tragedia si consumerà tra le ambizioni della coppia, rinnegando tutta l’importanza del contesto e scaricando tutte le colpe sulla quasi sola e unica follia di marito e moglie. Così dannata e così colpevole che sarà faticoso per il pubblico poterli comprendere...

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