Il 5°Clone



DRAGON MAGIC

 

Dungeons & Dragons

DRAGON MAGIC

Recensione di Leo "lordgirsa" d'Amato

Revisione e layout di Nadir Sharpblade


Dragon Magic ci introduce nell’affascinante mondo degli arcani misteri dei draghi, ove la possente Magia - o Arte o Trama - permea tali ultracentenarie creature avvolte di potere, fascino e mistero: ed è proprio a dipanare quest’ultimo aspetto, ossia il mistero che circonda il Potere dei draghi, che il presente manuale è teso.
Composto da 162 pagine, viene offerto al prezzo oramai standard, per tutti questi prodotti, di $ 29,95.


Struttura e aspetto del modulo

La copertina cartonata, realizzata da un sempre più prolifico Eric Polak, ha il pregio di consentire istantaneamente di visualizzare il contenuto del materiale che il presente manuale offre, sebbene si presti ad una facile usura e tenda a mostrare dei piccoli graffi se non adeguatamente protetta o custodita con cura.
Le pagine sono di robusta consistenza e richiamano lo stile di impaginazione dei vari Perfetto Guerriero, Perfetto Sacerdote, Perfetto Avventuriero e così via.

Suddiviso in “soli” cinque capitoli, Dragon Magic si prefigge di sviluppare le ulteriori tematiche connesse ai draghi: le razze che questi leviatani hanno creato od influenzato, i poteri che hanno saputo loro trasmettere, la magia che incantatori arcani e divini sanno incanalare allorché rivolgono la loro attenzione verso il pantheon draconico e alle perdute conoscenze… e i cerimoniali appositi tramite i quali risvegliare tali misteri.

La presente pubblicazione dimostra l’alto livello di interesse che i draghi in questo periodo pare riescano a ridestare, nonostante la pubblicazione di diversi manuali al riguardo.

Le suggestive immagini realizzate da vari autori, tra cui Lucio Parrillo, sono all’altezza del prodotto: Wayne England si attesta su uno standard qualitativo comunque ben distinto ed elevato e le sue illustrazioni sono sempre capaci di catturare l’attenzione del lettore.

Molte illustrazioni sono oggettivamente splendide e meriterebbero apposita menzione, così come i loro autori: in particolare Arnie Swekel, autore dello “splendido” Redspawn Berseker e Franz Wohwinkel che ha realizzato un regale modello di Dragon King.


Introduction (Introduzione)

Viene offerta una breve introduzione ai temi trattati nel manuale e anche un importante riferimento al Dragonblood subtype, che attribuisce ai personaggi che lo possiedono il privilegio del sottotipo “sangue di drago”.
Così come i mezz’elfi o i mezz’orchi possono usare oggetti riservati ai loro acendenti di sangue puro o sono esposti agli incantesimi cui erano vulnerabili coloro appartenenti alla stessa linea di sangue, così chi possiede il sangue di un drago ne eredita vantaggi e svantaggi: tutti gli effetti, poteri, incantesimi od equipaggiamento utilizzabili o che producano effetti su di un drago conservano la loro efficacia anche verso i personaggi dotati del talento Dragonblood subtype.


Capitolo 1: Dragonbound Heroes (Eroi Legati ai Draghi)

Nel primo capitolo, uno dei più lunghi, vengono presentate nuove sottorazze le quali discendono in via diretta (tramite la nascita) o indiretta (a causa delle energie magiche prodotte) dai draghi.
I “Silverbrow Human” sono umani che discendono dai draghi d’argento, i “Deepwyrm drow” o “Deepwyrm half-drow” sono drow o mezzi-drow che discendono dai draghi delle profondità, mantre gli “Stonehunter gnomes” sono gnomi legati profondamente ai draghi di rame.

A queste sottorazze così particolari si aggiungono i “Fireblood dwarves”, un antico clan di nani che vive presso i vulcani e di ascendenza collegata ai draghi rossi, che perdono il bonus ai TS contro veleni e il consueto bonus di schivare razziale contro i Giganti in luogo di un analogo bonus nei confronti dei draghi e resistenza al fuoco.
Degni di menzione sono anche i “Forestlord elves” o “Forestlord half-elves”, che perdono talune capacità della loro razza in cambio della capacità "Treewalk", ossia di entrare, con un’azione di movimento, in un albero e di emergere da un altro, e di una diversa classe preferita (lo stregone); tutto questo a patto di non nuocere ai draghi verdi.

Molte altre sono le sottorazze presentate, ciascuna legata ad un particolare tipo di drago cromatico o metallico e ciascuna dotata di una storia peculiare che ne spiega il retaggio.
Molto interessanti, perché aprono nuove prospettive sulle tipiche classi di personaggio, sono invece le possibilità offerte dalla “Alternative Class Feature” che permette di modificare alcune capacità speciali o privilegi concessi dalle classi di base, tra cui va menzionata Aspect of Dragon, che sostituisce per i druidi la Forma Selvatica consentendo di emulare certe capacità (come il soffio) e certi poteri (come l’immunità alla paralisi) tipiche dei draghi; una tra le più potenti selezionabili è Mind of Dragon che garantisce un +4 a Saggezza, oltre a scurovisione, visione crepuscolare e immunità al sonno; oppure Draconic Fist che consente di aggiungere danni elementali al pugno di un monaco in luogo del talento bonus che questa classe concede al primo livello.

Trovano infine spazio nel primo capitolo anche i nuovi talenti tra i quali quelli col descrittore “Draconic”, già comparsi nel Perfetto Arcanista, e “Draconic Heritage” apparsi su Races Of the Dragon, ma anche i talenti “Initiate” e “Divine”, nonché, infine, i nuovissimi talenti con descrittore “Ceremony” (cerimonia) che richiedono gradi in Conoscenze (Religione) e che assicurano diversi benefici tramite la partecipazione a funzioni religiose.
Tra i “Ceremony” ricordiamo l’Armor of Scales che assicura a tutti coloro che prendono parte al rituale un incremento dell’armatura naturale da +1 a +3; tra i talenti generali il Draconic Aura aumenta i bonus concessi da tali aure (possedute da particolari classi, vedi il Dragon Shaman del Player’s Handbook II o la classe di prestigio del Dragonlord del presente manuale), in maniera decisamente più generosa se il personaggio ha sangue draconico. Tra i talenti “Initiate” ricordiamo Initiate of Bahamut che assicura, oltre a ulteriori specifici incantesimi, la capacità speciale di punire il male. Tra i “Divine”, infine, l’unico talento presentato è Dragonfire Channeling che consente di spendere un tentativo di scacciare/intimorire per manifestare un cono di fuoco i cui danni però sono per metà sacri.


Capitolo 2: Dragon Aspirants (Aspiranti Dragoni)

Presenta una nuova classe, il Dragonfire Adept, da non confondere col Discepolo dei Draghi, che percorre il sentiero “draconico” sviluppando poteri quali il soffio e le Draconic Invocation (Invocazioni Draconiche), capacità magiche assai potenti.
Oltre alla predetta classe base vengono presentate sette classi di prestigio particolarmente a tema, tutte ben caratterizzate e molto ben descritte, ideali per arricchire qualsiasi ambientazione.

Tra queste troviamo anche una classe di prestigio per psionici, la Diamond Dragon, che prevede l’avanzamento nei poteri manifestati e conosciuti (tranne che al 1° e al 6° livello) oltre che un potenziamento di una caratteristica fisica a scelta tra Forza, Destrezza o Costituzione e la capacità di neutralizzare sonno e paralisi (o manifestare ali e coda) tramite la spesa di punti potere.

Un’altra classe di prestigio interessante, questa volta per chierici o incantatori divini con accesso allo Scacciare non-morti, è la Swift Wing, che permette l’accesso ad un dominio extra, migliora l’interazione con creature draconiche di allineamento non dissimile da quello della propria divinità e conferisce la possibilità di soffiare un cono di energia positiva (efficacissima contro i non morti) spendendo un tentativo di scacciare.



Capitolo 3: Dragonic Magic (Magia Draconica)

Il capitolo più lungo e importante, offre molti contenuti inediti inerenti argomenti arcani tra i quali, ovviamente, gli incantesimi.
Ne vengono presentati ben quarantadue, dedicati, oltre che agli incantatori arcani (alcuni accessibili solo agli stregoni) anche a druidi, assassini, lame iettatrici (classe del Perfetto Combattente) ed altre altri classi.

Alcuni degli incantesimi proposti fanno riferimento ad una serie di regole apparse nel Player’s Handbook II: i Dual-school spell, incantesimi che appartengono contemporaneamente, e armonizzano, due diverse scuole di magia e la nuova sotto-scuola di magia Polymorph, che, applicata alla trattazione del manuale, permette l’acquisizione di tutte le capacità e poteri della nuova forma draconica (a differenza degli effetti della normale metamorfosi).

Un sortilegio particolarmente devastante è firestride exhalation, che permette di proiettare un letale cono di fiamme e di teletrasportarsi (volendo) entro i limiti dell’area d’effetto dell’incantesimo, senza peraltro subirne i danni.
Ancora, utili e divertenti sono dragonshape, least, di 3° livello, che consente di assumere la forma di pseudodrago e Dragonshape, lesser, di 6° livello che consente di assumere la forma di un drago giovane di taglia Grande, entrambi incantesimi per maghi/stregoni che fanno uso della citata Polymorph Subschool.

Trova spazio ed approfondimento in questo capitolo la descrizione dei poteri draconici concessi in base alle classi di prestigio presentate nel manuale, come gli effetti dei vari tipi di soffio, e le nuovissime Draconic Invocations, del Dragonfire Adept o i nuovi poteri psionici per psion e combattenti psionici.

Degne di nota, inoltre, le nove nuove invocazioni per il warlock (classe del Perfetto Arcanista), tra cui dragonward che assicura una certa protezione, per 24 ore, dai poteri e capacità dei draghi.

Concludono il capitolo alcuni nuovi oggetti magici tra cui un “Legacy Item” (categoria che appare nel Weapons of Legacy): il Wyrmbane Helm, per liberare i poteri del quale è necessario completare degli specifici riti e compiere determinate imprese, tra cui anche sconfiggere un drago malvagio in “singolar tenzone”.



Capitolo 4: Dragons and Draconic Beasts (Draghi e Bestie Draconiche)

Capitolo affascinante questo, che offre una panoramica di nuove e possenti creature con cui caratterizzare la propria campagna o garantire varietà agli scontri sostenuti dai personaggi.
Vengono presentati mostri di grande forza e di chiaro impatto, anche visivo, come gli avatar di Bahamut e Tiamat, fino a creature genericamente più alla portata di un gruppo medio come i Blazewyrm, ossia elementali del fuoco a guisa di draghi, oppure i potenti Redspawn Berseker che richiamano alla mente gli Spawn di Krynn (ambientazione Dragonlance) ma molto meglio caratterizzati e splendidamente realizzati dal un punto di vista delle illustrazioni.

Non tutte le creature sono necessariamente pericolose, anzi talune sono persino potenziali alleati: è il caso del Drakkensteed, nobile ibrido tra drago e cavallo che può prendere il posto della cavalcatura di un paladino e l’Huitzil, creatura simile ad uno pseudodrago un po’ “panciuto” che può essere utilizzato da maghi e stregoni come famiglio anche senza la conoscenza degli appositi incantesimi o talenti.

Il capitolo chiude con la presentazione di capacità e poteri alternativi con cui caratterizzare i draghi standard, metallici e cromatici, al fine di diversificare taluni esemplari dagli altri.


Capitolo 5: Dragonic Campaigns (Campagne Draconiche)

Un interessante capitolo di chiusura che offre modi per introdurre i draghi nelle proprie campagne: dal ruolo di mentori ed inflessibili maestri, fino a quello di tirannici ed ostici avversari.
Vari sono gli spunti offerti ai DM per creare campagne che impieghino nel modo più proficuo la “ideale trilogia” composta da Dragon Magic, Races of the Dragon e dal Draconomicon: draghi come distruttori, o come divinità alate, o come signori dei propri simili, o viceversa come bestie con poco raziocinio, fameliche e non lungimiranti, sebbene sempre superiori od almeno pari agli standard intellettivi umani.
Circa questi ultimi i riferimenti ai draghi bianchi o ai draghi di mare sono quasi obbligati. Non mancano nemmeno casi limite in cui è possibile presentare i draghi come codardi e pusillanimi, sebbene dotati di robuste scaglie e tremendi artigli (tematica simile è stata affrontata dal numero 7 di Dragon & Dungeon Magazine che ha approfondito patologie draconiche quali la follia o la “voracità”).

Vengono infine descritte tre organizzazioni legate ai draghi per gli scopi più diversi (dalla protezione allo sterminio di tale razza): la First Scroll, gli Shadow’s Fang e gli Harrowers unitamente a mappe di locazioni tipiche (tane) o meno (biblioteche dei draghi) della stirpe draconica.
Chiude il capitolo una breve avventura introduttiva.


Riferimenti e compatibilità

Come lo stesso manuale precisa varie volte, a parte i tre manuali base, Dragon Magic è utilizzabile con tutte le ambientazioni in cui esistano dei draghi; nello specifico ne viene consigliato l’uso integrandolo con Races of the Dragon, dati i frequenti riferimenti al Dragonblood subtype, e con il Draconomicon.
Inoltre alcuni talenti fanno riferimento a classi contenute nel Perfetto Sacerdote, Perfetto Combattente e Player’s Handbook II, sono previste nuove invocazioni per il warlock del Perfetto Arcanista e nuovi poteri psionici da aggiungere a quelli previsti dal Manuale Completo delle Arti Psioniche 3.5.


Conclusioni

Il manuale rappresenta un acquisto appropriato solo nel caso in cui si voglia puntare l’attenzione su una campagna con una forte caratterizzazione “draconica” con personaggi, oggetti, classi e razze a tema.
Anche gli appassionati dei grandi wyrm troveranno il manuale soddisfacente ed interessante.
Tutti gli altri difficilmente potranno sentire l’esigenza di acquistarlo, a fronte di un già eccelso Draconomicon, pubblicato da tempo e che si attesta su uno standard qualitativo e quantitativo assai alto, e del valido Races of the Dragon che sviluppa vari temi lasciati in sospeso dal predetto manuale.
Questi tre manuali, nel complesso, possono garantire di aver, se non altro, affrontato tutto ciò che poteva dirsi correlato al tema dei draghi e, se usati insieme, offrono molto a quei giocatori e master che hanno sempre desiderato sviluppare pienamente il tema dei draghi nelle proprie ambientazioni - su tutte Forgotten Realms e Dragonlance.

Per tutti gli altri che non rientrano nelle categorie di cui sopra, difficilmente Dragon Magic aggiunge qualcosa di veramente nuovo tale da giustificarne l’acquisto ed anzi rischia di apparire quasi superfluo: laddove il Draconomicon poteva anche essere una piacevole lettura persino per semplici appassionati di fantasy, non necessariamente giocatori di ruolo, Dragon Magic non riesce a farsi debitamente largo tra tutte le varie uscite di questo periodo.

Forse sarebbe stato più opportuno posticiparne la pubblicazione ad un periodo più lontano, così da evitare di congestionare il mercato con prodotti similari.
A parte questo Dragon Magic appare, preso a sé stante, un prodotto molto complesso ma di grande profondità e di indiscutibile varietà.


Materiale affine principale:
· Draconomicon
· Races of the Dragon

 

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